Gioco
la manifestazione, le fiaccole che sfilano per difendere la scuola
MASSA. È iniziata nel pomeriggio con l'incontro con Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico e saggista italiano, ospite ieri al Memofest, la giornata di protesta contro il disegno di legge sulla...
MASSA. È iniziata nel pomeriggio con l'incontro con Piergiorgio Odifreddi, matematico, logico e saggista italiano, ospite ieri al Memofest, la giornata di protesta contro il disegno di legge sulla scuola promossa a Massa come in tante altre città italiane da Cgil, Cisl, Cobas, Snals, Uil e dal gruppo “La buona scuola siamo noi!”. Ed è proseguita poi la sera con la fiaccolata che ha attraversato la parte storica della città, da piazza Mercurio al castello Malaspina, a cui hanno partecipato almeno duecento persone.
C'erano studenti, docenti, personale Ata, che da decenni chiedono ai vari governi, di destra e di sinistra, maggiori investimenti e maggiori attenzioni alla scuola pubblica, ma che oggi sono pronti ad affermare che «questa è la peggiore e la più pericolosa delle riforme». A preoccupare è soprattutto il potere dato ai dirigenti scolastici che «afferma logiche autoritarie e incostituzionali nella gestione organizzativa delle scuole». Ma in ballo ci sono anche l'esclusione nel piano assunzioni di una parte dei precari che da anni sono in graduatoria in attesa del posto fisso e la detrazione fiscale alle scuole secondarie superiori che conferma «la volontà di favorire la scuola privata e smantellare quella pubblica».
Il ritrovo alle 20.30 in piazza Mercurio. Il tempo di accendere le candele e il corteo pacifico si è srotolato su per la Piastronata portando luci e messaggi al castello. La richiesta di chi protesta è quella di cambiare totalmente il disegno di legge che ha ottenuto il via libera alla Camera ed è ora in discussione nella commissione Istruzione al Senato.
La richiesta è che la riforma della scuola comprenda la stabilizzazione dei precari, la cancellazione dei super poteri dei presidi e il contratto. «La scuola pubblica vive uno dei suoi momenti più bui – scrivono gli organizzatori in una nota -Se fino ad ora è stata in grado di funzionare lo deve all'impegno dei lavoratori, docenti e Ata, che da decenni reclamano maggiori investimenti e attenzione. L’unica risposta che il governo Renzi, sulla scia di quello di Berlusconi, ha saputo dare alle richieste della scuola è un modello ideologico che punta tutto alla competizione tra docenti, tra dirigenti, tra istituzioni scolastiche, tra studenti». Ed ora si va verso la prossima, ed ennesima, iniziativa di protesta, la più importante: lo sciopero degli scrutini che si svolgerà proprio mentre in Senato sarà in corso il dibattito sul ddl.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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