Finanza
L’ex assessore Fabio Traversi: ecco perché mi sono dimesso
Un passo verso il Pd, il sostegno all'amministrazione Zubbani
CARRARA. E ora parla e non lo ferma nessuno, come il Carrione in piena, Fabio Traversi, l’assessore alle attività produttive dimessosi dalla giunta Zubbani (prima del vice sindaco Andrea Vannucci). Dice di non essere un uomo politico, provenendo dal civismo, e di essersene andato perché il clima non era più positivo, perché le sue richieste al sindaco di riarticolare gli assessorati sono rimaste lettera morta. «Speravo che Zubbani, che aveva fatto capire di non essere più molto contento della giunta (e condividevo le sue sensazioni), andasse fino in fondo; mi sarei messo a sua disposizione se avesse deciso di cambiare tutta la giunta. Poi c’è stata l’emergenza alluvione. A dicembre volevo dimettermi, chiesi al sindaco due settimane per un distacco dalla politica, ma l’alluvione mi aveva turbato, c’era tanta rabbia nella città: non ho voluto andarmene. Speravo in un cambio di passo, che non è avvenuto».
Traversi (che per raccontare la sua vicenda politica ha voluto accanto a sè la moglie) continua a parlare: al suo fianco, silenziosi, il consigliere Giuseppe Bergitto della lista Carrara Futura per Zubbani (che con Traversi divenuto poi assessore e Luciano Tonarelli eletto consigliere, sostenne la candidatura dell’attuale sindaco) e la consigliera del Pd Simonetta Corsi. Presenze che danno un segnale politico preciso. Traversi, che non si sentiva più a proprio agio nella giunta, ha cominciato a guardarsi attorno. Rivela i suoi contatti «preelettorali» con Giacomo Bugliani, che nelle consultazioni del 31 maggio ha superato Loris Rossetti, e che ora rappresenta il “nuovo” punto di riferimento del Pd anche per la giunta carrarese strappata, che ha perso due “pezzi” obbligando il sindaco a pensare come ricurirla.
«I partiti si sono concentrati sulle regionali. La mia difficoltà personale è ricaduta anche sul lavoro. Io non sono mai stato uno scaldapoltrone. In tre anni, in commissione abbiamo lavorato bene, per il commercio, i bus turistici, la riorganizzazione delle fiere, il progetto San Martino, i tre piuss che sono andati avanti, il patto della notte per la movida, le spiagge libere. Abbiamo faticato contro nemici invisibili. C’è sempre qualcuno che ti sbarra la strada. Avevo chiesto che per il litorale ci fosse un unico assessorato. Ho messo la faccia in via Verdi sebbene la questione dei cattivi odori non riguardasse il mio assessorato. E poi? Sono diventato l’uomo dei marciapiedi puzzolenti. Ho camminato nel centro storico prendendo “schiaffi”».
E’ amareggiato. «Il clima in giunta non era più quello che avrei voluto, c’era un problema del “fare”, le mie richieste al sindaco hanno ricevuto il diniego. Ok, il sindaco deve anche guardare gli equilibri politici, ma da parte mia non volevo essere di peso a nessuno e mi sono dimesso. Ho capito che pur lanciando messaggi al sindaco, non riuscivo a lavorare bene per la città. Bisogna rimettere la politica al centro del villaggio, invece la politica è al servizio della politica. I dipendenti comunali dei settori del mio assessorato, sono tutti professionalmente preparati, li ringrazio, e ringrazio il sindaco che mi ha fatto fare questa esperienza da assessore, ma nella vita si possono prendere strade diverse». E ora? «Ho apprezzato, il progetto renziano, mi sono piaciuti i progetti di Bugliani. Credo che qui si aprirà una nuova fase provinciale. Se Bugliani lo riterrà opportuno per il territorio, per il rinnovamento della classe politica, per un nuovo percorso politico, io lo aiuterò. Non miro a ruoli». C’è chi pensa il contrario.
«Spero che l’amministraziona carrarese continui, ma in modo diverso. La gente, con gli equilibri politici, non ci mangia». «A Vannucci sono vicino umanamente, ha preso atto del risultato regionale e ne ha tratto le conseguenze, Io l’ho chiamato dopo le sue dimissioni, lui non mi ha chiamato dopo le mie», sorride e termina con una battuta sul clima di giunta a cui accennava prima: «Se fossimo stati in guerra, lì dentro, sarei morto, colpito da fuoco amico».
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