Il Tirreno

Il monologo finale a Memofest

Lo spettacolo di Silvia Gallerano chiude stasera il festival al castello Malaspina

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MASSA. Una ragazza che vuol farcela a tutti i costi ed è pronta a tutto, nello spettacolo come nella vita, pur di arrivare, e che si scontra con una società becera, zozza e maschilista dove le manie di arrivismo sfociano inevitabilmente in nevrosi. C'è molta Italia nel monologo “La merda”, opera teatrale di Cristian Ceresoli e interpretato da Silvia Gallerano, che va in scena stasera al castello Malaspina, ultimo appuntamento del festival dedicato alla memoria, il Memofest.

E in questo caso la memoria da non perdere è quella contemporanea, del mondo e dell'Italia degli ultimi trenta anni di storia: uno spettacolo che è anche un esame di coscienza sulla società che ci circonda, che poi riprende il genocidio culturale di cui parla Pasolini all'affacciarsi della società dei consumi. Una società ingabbiata nello show business, dove una donna per emergere deve diventare un giocattolino usa e getta e abbellito in base alle esigenze del pubblico sovrano. Dentro c'è l'alienazione dell'individuo, il suo smarrimento, che esce dalle urla che trasfigurano dal viso della Gallerano. Una storia senza lieto fine, dove la protagonista sfoga la sua frustrazione e la sua resa a questa società barbara, ingiusta e cattiva, come se dovesse digerire quella merda che dà il titolo allo spettacolo. L'attrice sul palco è nuda, come nuda è la coscienza della protagonista davanti agli occhi giudicanti della società.

Uno spettacolo che ha fatto il pieno di premi, a cominciare dal primo posto al prestigioso Fringe festival di Edimburgo e che adesso, grazie all'associazione "Il Giardino delle parole", organizzatrice del festival, arriva a Massa per chiudere questa edizione zero del Memofest. E prima, alle 18.30 si terrà l'ultima conferenza del festival con Fabio Benfati, neurologo e research director presso il dipartimento di neuroscienze e neurotecnologie dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, che parlerà in piazza Mercurio della “Memoria delle molecole”, ossia dei meccanismi della memoria e dell'importanza che ha nel vivere quotidiano. (m.c.)

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