Il Tirreno

processo a lalli

«Ai clienti ho chiesto solo quello che mi spettava»

«Ai clienti ho chiesto solo quello che mi spettava»

CARRARA. «Le somme che ho trattenuto mi erano dovute come rimborso per le spese legali dei miei assistiti. Parcelle, come si può ben vedere, al di sotto delle spettanze previste dal tariffario dell’or...

1 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Le somme che ho trattenuto mi erano dovute come rimborso per le spese legali dei miei assistiti. Parcelle, come si può ben vedere, al di sotto delle spettanze previste dal tariffario dell’ordine». È stato il giorno dell’avvocato Andrea Lalli ieri in tribunale. Il professionista ha parlato per quasi due ore spiegando al giudice Fabrizio Garofalo che il denaro che adesso richiedono sei dei suoi clienti che ha fatto assumere a tempo indeterminato dalle Poste in realtà altro non era che l’onorario per la causa che aveva intentato al colosso che aveva licenziato quei lavoratori. Lalli si era anche preso il rischio di anticipare le spese proprio per agevolare una sorta di class action contro l’azienda e alla fine aveva vinto su tutta la linea, ottendo l’impiego e il risarcimento per 5.600 postali: «Di questi mi hanno denunciato in sei e tra di loro c’è una signora che si è intascata anche il mio onorario (come disposto dal giudice che ne aveva disposto il reintegro).

In pratica Lalli - come ha detto in aula - era il gestore di un conto intestato ai suoi clienti e il suo compito era quello di stornare i soldi che Banca di Italia prelevava a Poste come disposto dalle sentenze a titolo di risarcimento: «Io ho soltanto trattenuto il mio onorario, somme che mi spettavano»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa