Il Tirreno

Notti d’estate fra gli scaffali? «Un colpo ai piccoli negozi»

Confesercenti contro il progetto di Carrefour e Maremonti di aprire il centro fino alle 24 o all’una. Il no di Cgil, Cisl e Uil. Ugl possibilista: prendiamo atto

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MASSA. Notti d’estate tra gli scaffali di un supermercato? Carrefour ci crede e ci spera. E per rilanciare i suoi centri commerciali alle prese con la crisi dei consumi – da due anni i lavoratori sono in contratto di solidarietà – lancia l’esperimento di aprire – nei mesi di luglio e agosto – il supermercato di Massa (così come molti altri della sua catena distributiva in Italia) fino alle 24 o anche fino all’una. Il progetto prevede che aperti fino alla mezzanotte restino anche i negozi del centro commerciale Maremonti.

A Lucca l’operazione è già partita e ha subito fatto scattare lo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil, sciopero con adesioni massicce, riferiscono i sindacati. Ma anche le Confesercenti di Lucca e Massa Carrara dicono no. Il sindacato autonomo Ugl, invece, “prende atto”, chiedendo tuttavia garanzie. «La decisione di tenere aperto fino alle 24 o addirittura fino all’ 1 di notte affermano i responsabili Confesercenti Valentina Cesaretti (Lucca) e Adriano Rapaioli (Massa) – è del tutto inutile e dannosa per l'economia locale. Già le aperture domenicali non stanno favorendo un aumento dei consumi e quindi del fatturato delle attività commerciali, ma molto semplicemente stanno trasferendo ulteriori quote di mercato dalla piccola alla grande distribuzione. In questi primi tre mesi dell'anno calcoliamo che il trasferimento di quote sia del 4%».

È la conferma della opposizione di Confesercenti alla liberalizzazione “selvaggia” degli orari e delle aperture avviata dal governo Renzi: «Si pigia ancora una volta il pedale dell'acceleratore sul commercio mentre gli altri processi di liberalizzazione, come quello delle professioni o del trasporto ferroviario, restano al palo. Inoltre, la scelta di deregolamentazione degli orari nei giorni festivi, domenicali e infrasettimanali è davvero insostenibile per le piccole imprese e troppo costosa per le grandi. Non è questo il modo per far aumentare i consumi, come ci dimostrano anche esperimenti fatti in altre città».

Confesercenti fa poi osservare che i punti vendita di Lucca e Massa non sono certo un esempio di periferia caratterizzata dalla frenetica vita notturna. Il prolungamento dell'orario, quindi, non si profila, secondo l’associazione dei commercianti, come un servizio ulteriore alla cittadinanza, dal momento che in «quella zona della città non si evidenzia assolutamente tale fabbisogno. Se su questi punti vendita, inoltre, le aperture domenicali non hanno portato a incrementi di fatturato, non ci illudiamo che questo si possa realizzare prolungando l'orario fino alle 24. Sicuramente la scelta è dettata da altre strategie, fatte sulla pelle dei lavoratori dipendenti e dei piccoli commercianti».

Più possibilista Francesco Vannucci dell’Ugl Commercio: «C’è a monte di questa operazione, un accordo firmato da Cgil, Cisl e Uil ma non da noi che apre le porte all’utilizzo degli interinali. L’apertura notturna viene fatta nei mesi in cui è sospeso il contratto di solidarietà, l’Ugl prende atto di questa decisione che porta più soldi nello stipendio dei lavoratori che accetteranno di lavorare di notte, ma chiede a Carrefour che il costo del lavoro notturno non venga contabilizzato nel costo del lavoro complessivo, altrimenti ci saranno ulteriori penalizzazioni per i lavoratori.

Claudio Figaia

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