Il dolore
Gli operai non demordono
Cave e molte segherie bloccate dal terzo sciopero. «Assindustria arrogante»
CARRARA. Per la terza volta in venti giorni i lavoratori del marmo della provincia sono tornati ieri in strada, bloccando l’attività delle cave praticamente in tutti i bacini e quella della trasformazione al piano in numerose aziende, anche in alcune delle maggiori. Hanno incrociato le braccia, davanti alla sede dell’associazione industriali sul viale XX Settembre a Fossola, che nel tratto fra lo stadio e l’incrocio con la via Carriona, è rimasto interdetto al traffico per circa due ore: gli operai hanno effettuato vari sit-in pacifici ma determinati, dalle 8,30 alle 10,15 mentre la polizia municipale, ha deviato il traffico, divenuto caotico, in altre strade alternative per raggiungere il centro città o uscirne.
I bus e i mezzi di soccorso non sono stati ostacolati dalla protesta. «Non siamo mica contro la città, – hanno detto i lavoratori – ma contro l’arroganza di Assindustria». La rottura delle trattative, da parte sindacale, risale all’11 maggio scorso e si è inceppata (senza discutere di tutte le altre rivendicazioni per il rinnovo dell’integrativo provinciale che coinvolge duemila addetti, dalle cave al piano), sugli aumenti chiesti per l’indennità di presenza giornaliera: 15 euro di incremento da mettere sugli attuali 4,50 dlle cave e 3 euro del piano; gli industriali non sono andati oltre l’offerta di due euro in più. «Un’elemosina», hanno risposto secchi i segretari di Fillea Cgil (Roberto Venturini), Feneal Uil (Francesco Fulignani) e Filca Cisl (Giacomo Bondielli).
Dopo lo sciopero annunciato, del 18 maggio scorso, il secondo, organizzato volutamente a sorpresa il 4 giugno, e poi quello di ieri. Di nuovo bandiere delle tre sigle sindacali di categoria e quelle dei cobas marmo, l’adesione della Fillea della Versilia intervenuti con una delegazione. E tanti lavoratori incuranti del sole a picco. Dalle 6 del mattino il presidio ai Ponti di ferro, dove sono stati fermati i camion diretti alle cave. Ma solo per poco tempo: quando i lavoratori sono scesi a valle, l’autotrasporto – spiegano i sindacalisti – avrà anche viaggiato, ma non c’erano gli operari alle cave per caricare i blocchi.
Il primo sit-in verso le 8,15 davanti ad Assindustria (cancello chiuso, finestre abbassate). «Non un segnale da loro», dicono i sindacalisti.
«Siamo al terzo sciopero e gli industriali non ci hanno richiamato la tavolo, neppure una telefonata. – commenta Giacomo Bondielli di Filca – Ci auguriamo che lo facciano. L’offerta di soli due euro sul premio di presenza giornaliera è inaccettabile. E su tutte le altre nostre richieste per l’integrativo, non vogliono proprio discutere. E’ scandaloso ».
Roberto Venturini di Fillea assieme ai colleghi Fulignani e Bondielli, parla chiaro, fa presagire che la battaglia è appena agli inizi e che i sindacati non demordono: «Allargheremo la protesta, vorremmo coinvolgere anche la politica che in questa situzione è assente, come l’amministrazione comunale». L’obiezione che si tratta di una vertenza fra lavoratori e imprese private, non è per i sindacati una giustificazione accettabile: «Intanto – dice Venturini – con questi tre gorni di sciopero il Comune ha perduto un incasso (sul gettito del marmo) di 250.000 euro. Perché il settore si è fermato. L’associazione industriali è arrogante, ma gli scioperi stanno riuscendo: al monte totalmetne e al piano all’80%. Hanno incrociato le braccia anche i lavoratori di grandi aziende come Marmi Carrara, Campolonghi sia a Cararra che a Montignoso, Furrer, Il FIorino e altre». «Noi chiediamo semplicemente che vengano riaperte le trattative – aggiunge Fulignani - Vediamo chi si stanca prima di questa situazione, noi no». «Non chiediamo alla politica di fare da mediatrice né di stare dalla nostra parte, ma almeno un po’ di un’attenzione sì, per la riapertura del tavolo». I sindacati sostengono che Assindustria, per motivi legati al marmo, «avevano già contro ambientalisti e tante anime della città». «Ora hanno contro anche le famiglie degli operai». Ieri i sindacati si sono incontrati nel pomeriggio. La lotta continua: iniziative verranno decise la prossima settimana.
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