Il dolore
Ferri-Mazzoni, ipotesi di duello tra un anno
L’effetto delle regionali ridisegna la mappatura del voto in vista delle amministrative del 2016
PONTREMOLI. Si dice spesso che il tempo vola, e nel multiforme quadro politico locale (ma è un concetto che vale anche a livello nazionale) si può dire che un anno è un soffio di vento. Quindi non diventa davvero improprio provare a guardare quanto successo alle recenti elezioni regionali e provare ad intrecciare una riflessione con le prossime future elezioni amministrative che a Pontremoli si terranno nella primavera 2016. Anche perché il dato regionale, con la non elezione nel nuovo consiglio fiorentino di Jacopo Ferri, ha aperto un nuovo possibile scenario con il capogruppo di maggioranza che potrebbe divenire un “papabile” candidato alla poltrona di primo cittadino per la coalizione di centrodestra.
Ovviamente è un’ipotesi che si dovrà scontrare con l’altra soluzione, teoricamente più logica, quella di provare a confermare alla guida del Comune l’attuale sindaco, Lucia Baracchini. Tematica importante e che certamente sta già interrogando il gruppo dirigente del centrodestra pontremolese verso il cammino di inizio della campagna elettorale. Intanto il centrosinistra cittadino prova a fare una prima riflessione su questo voto di fine primavera che ha visto crollare le sue percentuali dal 48% delle Europee al 28% attuali. Un dato indubbiamente negativo che però viene contestualizzato dal capogruppo Pd, Francesco Mazzoni, (e in questo caso parliamo del probabile avversario del centrodestra) che evidenzia come la partita delle Europee sia profondamente diversa rispetta a quella delle comunali.
In pratica secondo Mazzoni a Pontremoli c’era l’effetto Ferri, che andava anche al di là della sua connotazione politica e anzi con questo voto si premiava in “candidato locale” per l’importanza di riuscire comunque ad avere un rappresentante pontremolese a Firenze. «Ferri – sottolinea Mazzoni - è il capogruppo della maggioranza in consiglio comunale, era sostenuto anima e corpo da tutta l’amministrazione, era l’unico candidato di Pontremoli. In poche parole: “giocava da solo”. Nonostante questo si è fermata soltanto a 1405 voti. Chi a Pontremoli ha votato – continua ancora il capogruppo Pd - altri partiti e altri candidati del centro destra – ad esempio Lega Nord - ha voluto esprimere un giudizio negativo sul sindaco e sull’attuale amministrazione».
Sulla sconfitta del Pd nel Comune di Villafranca (ko che segue quelli recenti di Aulla e Tresana), Mazzoni sostiene che sono battute d’arresto che non avranno ripercussioni sul cammino del Pd pontremolese. «Vorrei invece sottolineare l’importanza della vittoria di Giacomo Bugliani e il valore di avere un punto di riferimento autorevole in Regione. Un aspetto fondamentale soprattutto per le tematiche culturali e turistiche, non a caso il lavori al Museo e al Castello del Piagnaro sono stati possibili grazie all’impegno e alle conoscenze dell’allora assessore alla cultura, Caterina Rapetti».
Secondo Mazzoni, il problema che potrebbe derivare dalla nuova frammentazione politica in Lunigiana, con sindaci di colori politici diversi, è la difficoltà di creare un percorso condiviso tra le varie realtà comunali che permetta di valorizzare l’intero territorio lunigianese “già prima era difficile pensare una progettualità comune, adesso sarà ancora più complesso, ma è un impegno che ci dobbiamo assumere perché il nostro territorio non resti isolato e schiacciato dagli sterili campanilismi». (r.s.)
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