Sicurezza
Una fiaccolata contro la riforma Renzi
Un corteo luminoso di tutte le sigle sindacali parte da Piazza Mercurio: non riusciranno a spegnerci
MASSA. «Illuminiamo la notte della scuola italiana». Anche la nostra provincia aderisce alla fiaccolata organizzata da tutte le sigle sindacali ( Cgil, Cisl, Cobas, Snals e Uil) e dal gruppo “La buona scuola siamo noi!”, che prenderà vita stasera in varie città. Una fiaccolata contro la riforma di Renzi, la quale dopo aver ottenuto il via libera dalla Camera è ora in discussione nella commissione Istruzione del Senato. Il ritrovo è stasera alle 20.30 in piazza Mercurio dove verranno accesi lumini, anche per mandare un altro messaggio, quello di una protesta che non si ferma: «Non riuscirete a spegnerci», si legge infatti nel volantino dell’iniziativa, che elenca anche le motivazioni della protesta. «Il progetto della riforma “La Buona scuola” è uno dei più pericolosi dei tanti proposti negli ultimi venti anni. La scuola pubblica vive uno dei suoi momenti più bui. Se fino ad ora è stata in grado di funzionare lo deve all'impegno dei lavoratori, docenti e Ata, che da decenni reclamano maggiori investimenti e attenzione. L’unica risposta che il governo Renzi, sulla scia di quello di Berlusconi, ha saputo dare alle richieste della scuola è un modello ideologico che punta tutto alla competizione tra docenti, tra dirigenti, tra istituzioni scolastiche, tra studenti».
La decisione di aderire alla fiaccolata arriva a termine di una serie di assemblee che hanno preso vita in tutto il territorio provinciale e vuole accompagnare la più importante delle iniziative di protesta: lo sciopero degli scrutini che si svolgerà proprio mentre in Senato sarà in corso il dibattito sul Ddl.
Il tutto verrà affiancato - informano i lavoratori - a un percorso di sensibilizzazione dei genitori: «I lavoratori hanno ribadito un secco no al potere dei presidi, allo sfruttamento del lavoro gratuito degli studenti in azienda, a un piano di assunzioni troppo limitato nei numeri e alle molte deleghe con cui il governo si riserva di legiferare per decreto nei prossimi mesi», fanno sapere i lavoratori. Durante le assemblee, alcuni lavoratori hanno posto l’attenzione su presunte convocazioni illegittime degli scrutini, da parte dei dirigenti scolastici, prima del termine delle lezioni, «convocazioni – si legge in una nota congiunta - che espongono inutilmente le scuole a ricorsi potenzialmente vincenti». Dalle assemblee nasce anche l’invito ai lavoratori delle scuole della provincia ad «organizzare dentro le proprie scuole comitati di sciopero per verificare le modalità più incisive per aderire allo sciopero e far saltare così il numero più alto possibile di scrutini. Si invitano inoltre – continua la nota- i lavoratori a far pervenire alle segreterie dei sindacati o sulla pagina Facebook “la buona scuola siamo noi” le modalità con cui ogni scuola parteciperà allo sciopero».
Melania Carnevali
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