Il Tirreno

Compra un cane moribondo Negoziante nei guai

Aveva comprato quel cagnolino di Montignoso credendo che fosse di razza maltese e che avesse poco più di due mesi. Invece dopo due giorni ha scoperto che era un bichon a poil frise e che di mesi ne...

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Aveva comprato quel cagnolino di Montignoso credendo che fosse di razza maltese e che avesse poco più di due mesi. Invece dopo due giorni ha scoperto che era un bichon a poil frise e che di mesi ne aveva quasi cinque. E che era anche malato gravemente (idrocefalo), tanto che l'animale dopo 48 ore che era uscito dal negozio era deceduto. La ragazza che lo aveva preso ha denunciato il titolare e ieri è cominciato il processo, con la giovane - che si è costituita parte civile ed è assistita dall'avvocato Valter Mattarocci - che ha raccontato al giudice Alessandro Brizzi l'agonia del povero cagnetto.

Il negoziante non l'ha risarcita perché per poterle ridare indietro i 500 euro che aveva speso per portarsi a casa quel bichon doveva vedere il certificato di morte. Certificato che l'Asl, che si è occupata della carcassa, non ha voluto rilasciare perché il microchip è risultato contraffatto e quindi non è stato possibile trovare il quattrozampe nell'anagrafe canina. L'imputato, Luigi Diamanti, si difende dicendo di essere stato vittima pure lui di una sorta di traffico di cani. Credeva provenisse da un allevamento italiano, invece arrivava dall'est Europa.

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