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Case della polizia truffa, geometra Brizzi a giudizio

Case della polizia truffa, geometra Brizzi a giudizio

L’ex segretario del Pci è accusato di una serie di illeciti relativi a un progetto per la realizzazione di un complesso residenziale per le forze dell’ordine

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MASSA CARRARA. Nonostante abbia tentato in tutti i modi di far capire di non essere responsabile di quella che è stata definita la truffa delle case della polizia, il geometra Riccardo Brizzi, ex segretario del Pci di Carrara, è stato rinviato a giudizio. Lo ha deciso ieri il gup Antonia Aracri. Con Brizzi finisce alla sbarra anche il collega Simone Piconcelli.

Erano venti i capi di imputazione ma ne sono rimasti solo sei. La procura gli addossava diverse truffe, appropriazione indebita, abusivo esercizio di professione. E’ caduto il reato di falsità in scrittura privata e quello di millantato credito. Cancellata pure la truffa a danni di un ente pubblico. «Sono soddisfattopo della decisione del gup - dice Brizzi- perchè sono caduti quasi tutti i capi di imputazione. Ne rimangono altri, secondo me, meno gravi ma a processo sono sicuro che riuscirò a dimostrare la mia estraneità ai fatti». La vicenda trae origine dall'idea (partorita dall'Associazione nazionale prima casa forze di polizia) di affidare a Brizzi, amministratore unico della Step progettazione, l'iter per la realizzazione di un complesso edilizio nel Comune di Montignoso e destinato ad appartenenti delle forze dell'ordine. Il geometra per il pm Rossella Soffio aveva commesso una serie di illeciti penali inventandosi telefonate, esibendo documenti falsi, facendo pagare due volte il notaio ad un acquirente. E si era fatto consegnare soldi dai soci dell’associazione. Ma il gup ha smontato in parte il castello accusatorio. Brizzi dal luglio 2008 al settembre 2010, periodo appunto relativo al procedimento in corso, era stato cancellato dall'albo dei geometri di Massa Carrara a seguito di altri guai giudiziari. Aveva il divieto di compiere atti relativi alla sua professione con la restituzione anche del timbro professionale. Il geometra, sempre secondo il pm, si era appropriato della somma di 3.480 euro consegnatagli dal vice presidente dell'associazione prima casa per provvedere al pagamento della fideiussione necessaria per garantire l'esecuzione delle opere pubbliche; nell'aprile del 2009 con artifici e raggiri rappresentava falsamente ai soci dell'associazione prima casa forze dell'ordine, l'esigenza di versare quote di spesa (200 euro a testa) per le variazioni catastali ed il frazionamento dell'area di Montignoso oggetto dell'appalto.

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