Il Tirreno

Bollette pazze del gas, class action al via

Bollette pazze del gas, class action al via

Importi dai 18 ai 24mila euro nella zona di Fornoli di Villafranca relativi al periodo 2006-10 dopo il cambio di gestore

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VILLAFRANCA. Bollette alle stelle e situazione al limite del paradossale nella frazione di Fornoli dove, ancora una volta, si vedono confrontarsi la popolazione contro un colosso dei servizi e gli utenti, questi ultimi infatti si sono visti recapitare fatture per un importo medio tra i 15 e i 24mila euro.

Partiamo dal principio spiegando come sia potuta accadere una situazione del genere.

Nel, non troppo, lontano 2006, quando ancora in zona operava ItalGas, gli abitanti di Fornoli, piccola frazione di Villafranca, decisero di passare a un unico serbatoio di approvvigionamento al gas, eliminando dalla prossimità delle proprie abitazioni i “famigerati” bomboloni.

L’accordo venne stipulato con il gestore sopraccitato, ma da qui iniziarono i problemi. Dal 2006 in poi infatti le fatturazioni non vennero più consegnate alla popolazione, per ricomparire nei mesi scorsi con un ritardo di bene nove anni.

Queste bollette riportano un importo spropositato come affermato in precedenza dovuto proprio all’assenza di fatturazione che non è mai stato eseguito nel corso di questi anni, assommando i consumi in un’unica soluzione.

Una situazione del tutto insostenibile per i fornolesi che nell’assemblea di venerdì hanno incontrato Luigi Filippi, presidente dell’associazione di consumatori Aeci di Aulla.

E’ lo stesso Filippi che spiega il quadro giuridico in cui si va ad inserire questa vicenda.

«Nell’andare a valutare la situazione di Fornoli – spiega Luigi Filippi – e facendo ricerche sul web, mi sono imbattuto in altre storie assimilabili a quella attuale. Dopo la riunione svolta nella frazione, che ha dovuto svolgersi in chiesa dato il numero di persone coinvolte, mi sono subito attivato e ho contattato sia l’Agenzia Energia che Eni. Questi ultimi hanno confermato l’anomalia, riconoscendo la problematica. Come primo atto ho richiesto che la cifra totale venga riconteggiata contando la prescrizione quinquennale (2006-10) sulle bollette non emesse, in più gli utenti dovranno ricevere, rendicontati anno per anno i consumi da essi effettuati per confrontarli con quelli reali».

In questa traversia, le armi che potranno essere utilizzate dall’associazione dei consumatori lunigianese, in cui hanno riposto le proprie speranze una ventina di famiglie, saranno sostanzialmente due.

La prima riguarda la mancata notifica da parte di Eni, che nel 2006 assorbì ItalGas, del cambiamento di gestore e delle conseguenti variazioni a livello tariffario che sarebbero potute intervenire sulle bollette con questa fusione, lasciando all’oscuro i residenti di Fornoli, non agendo secondo le regole di trasparenza menzionate nei decreti legislativi che normano i rapporti tra gestore del servizio e privato cittadino.

La seconda invece sono due lettere che furono mandate dall’allora sindaco di Villafranca, Lucio Barani che chiedeva, ipotizzando il verificarsi dello scenario attuale, la consegna delle bollette, evitando un periodo di non fatturazione così prolungato.

«Proseguiremo la nostra class action – conclude Luigi Filippi – e imporremo a Eni l’obbligo di rispettare l’emissione tariffaria con cadenza bimestrale, così come provvederemo a far eseguire l’autolettura ai singoli utenti nei medesimi termini. Assieme all’avvocato Gerini abbiamo già messo in atto una simulazione che ha mostrato come, se la nostra proposta di considerare il termine di prescrizione andrà a buon fine, si possa arrivare a stornare una cifra fino a 6000 mila euro dalle bollette arrivate. Naturalmente quelle che verranno emesse al posto di queste giunte nelle cassette delle lettere dei cittadini dovranno già arrivare rateizzate in modo da non pesare in maniera pesante sulle economie di pensionati e lavoratori dipendenti trai i più colpiti da questo disguido».

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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