Proteste
VERSO LA FINE DI UN'EPOCA
L’impressione netta è che l’esperienza della giunta Zubbani sia al capolinea: dopo otto anni, e con tutte le partite più importanti irrisolte, lo tsunami delle elezioni regionali è stato un po’ la goccia che fa traboccare il vaso e un po’ un pretesto. Entrambi i dimissionari sono legati al lapideo: Andrea Vannucci è imprenditore del marmo, Fabio Traversi nipote acquisito di uno dei re delle cave e della trasformazione, Gino Mazzi voluto dal sindaco anche alla guida della Cassa di Risparmio.
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Insomma, sembra di leggere tra le righe delle mosse prima di Traversi (abile a interpretare in anticipo il vento), poi di Vannucci: meglio smarcarsi e provare a ricostruirsi una immagine di “nuovo”, piuttosto che vivacchiare in un’agonia che potrà essere più o meno lunga ma che porterà pochi risultati. Il nuovo regolamento degli agri marmiferi, con la rivoluzionaria introduzione delle concessioni a tempo e soggette ad asta europea, poteva essere un traguardo caratterizzante di un’intera legislatura, ma la sconcertante impugnatura della legge regionale da parte del governo Renzi ne ha allontanato i tempi sine die. Il resto... caliamo un velo pietoso. La messa in sicurezza del territorio, a dodici anni dalla prima disastrosa alluvione, è un’utopia, come abbiamo visto il 5 novembre dell’anno scorso. L’accordo di programma con la Regione porterà risorse, ma non per tutto il water front: un’altra partita persa in modo assurdo, e ora recuperare è difficilissimo. Il piano regolatore portuale è un’incognita, il regolamento urbanistico vedremo, non c’è la forza per risolvere la partita Politeama e neppure per accorpare le partecipate. Con questi chiari di luna, le mosse di Traversi e di Vannucci sono abbastanza esplicite: bye bye Zubbani, vai avanti se ci riesci, noi pensiamo a come ricollocarci in futuro. Le elezioni regionali, come detto, sono state la classica ultima goccia: Giacomo Bugliani, renziano avversato dall’establishment rigoniano ha raggiunto un numero record di presenze a scapito di Loris Rossetti. Il Pd apuano è in gran parte rigoniano e non a caso proprio Bugliani, dopo il voto, ha mandato un invito esplicito diretto soprattutto ai segretari comunali e al segretario provinciale: please, è il momento di farvi da parte. L’invito è stato subito raccolto da chi, Vannucci, è da sempre l’uomo forte su Carrara del deputato Andrea Rigoni, che annuncia di volersi dedicare al partito. Un’operazione che sa tanto di Gattopardo: riciclarsi, cercare di cambiare tutto per non cambiare nulla. Ma i renziani non crediamo che possano abboccare: vogliono cambiare verso anche in terra di Apuania, lasciarsi alle spalle l’epoca delle non decisioni, dei compromessi.
Per ora a sorridere sono i baroni del marmo, ai quali i tempi lunghi della Corte costituzionale danno respiro sui beni estimati. Intanto Zubbani e Vannucci si ritroveranno comunque: il 25 giugno saranno di nuovo di fronte al gip, rischiano il processo perché secondo la procura avrebbero favorito gli industriali del marmo. Ma questa è un’altra storia.
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