Finanza
Si dimette il vicesindaco
Andrea Vannucci: dopo l’esito delle regionali non si può far finta di nulla
CARRARA. «Me ne vado. Faccio un passo indietro per consentire all’amministrazione comunale e al mio partito di fare una svolta, di ritrovare lo slancio. Non so quali saranno le soluzioni: mi accontento di gettare un sasso nello stagno».
Parola di Andrea Vannucci. Imprenditore del marmo, 54 anni, politico di lunga data, prima nell’area della Margherita, poi nel Partito democratico: è stato vicesindaco della giunta Giulio Conti (dal 2002 al 2007). Assessore all’urbanistica nella prima legislazione dell’amministrazione di Angelo Zubbani (dal 2007 al 2012) e da un paio di anni vicesindaco. Fino a ieri. Quando ha rassegnato le sue dimissioni proprio nelle mani del primo cittadino.
Dimissioni che hanno provocato un autentico terremoto politico che ha infiammato il dopo voto di Massa Carrara. Tanti gli equilibri da rivedere, sia a livello amministrativo che di partito. Ma lui, il diretto interessato, al momento non si sbilancia. E comincia a sgombrare il campo dalle polemiche. «La vittoria di Giacomo Bugliani (il candidato alle regionali che ha sconfitto Loris Rossetti che era appoggiato dall’anima del Pd che fa capo ad Andrea Rigoni, Cesare Leri e allo stesso Vannucci) non è un dato su cui riflettere. Ma ora non scrivete mica che è colpa di Bugliani se mi dimetto? Se c’è una colpa è solo nostra, bisogna sapere interpretare il messaggio che ci è arrivato dagli elettori - precisa - È un discorso più complesso: le regionali hanno dato dei risultati significativi. Si deve aprire una riflessione per capire cosa sia successo nel Pd, sia a livello amministrativo che politico. Per consentire questo, per aprire la strada all’innovazione io ho fatto un passo indietro». Una risposta netta da parte di Vannucci arriva anche a chi ha tratteggiato, fra i bene informati, uno scenario futuro che lo vedrebbe addirittura in corsa per le prossime amministrative. «Io in corsa come prossimo sindaco? Ma per piacere, mica siamo in clima di elezioni - sottolinea il vicesindaco dimissionario - La corsa a sindaco non c’entra proprio nulla, Qui il problema è un altro e bisogna ricordare che il Partito Democratico deve sostenere questa amministrazione».
Però poi aggiunge: «Questa amministrazione deve fare una verifica. Nel senso che tutti devono guardarsi in faccia e capire come andare avanti, senza tirare a campare. Lo stesso deve avvenire all’interno del mio partito. Io di questo sono fermamente convinto e ho dato le dimissioni proprio per questo».
Vannucci quindi risponde anche a chi vede nel suo gesto, o meglio nella sua volontà di dire addio alla poltrona di vicesindaco, una sorta di reazione all’impugnazione del governo della legge regionale, destinata sulla carta a rivoluzionare il mondo delle cave e delle tariffe.
«La questione del marmo? Non c’entra niente - spiega il vicesindaco che, insieme a buona parte della giunta, vecchia e nuova, si trova davanti al gup per la vicenda legata ai presunti sconti sulla tassa marmi (Vannucci era pure presente, unico fra gli assessori, insieme al sindaco alla prima udienza rinviata al prossimo 25 giugno) - Io faccio il politico, non solo l’amministratore. E di fronte a un dato politico bisogna essere responsabili».
«Lascio con la certezza che sia il mio partito che l’amministrazione troveranno lo slancio per andare avanti, senza traccheggiare. La giunta non può tirare a campare per i prossimi due anni, non è giusto nei confronti della città e dei cittadini. Mi dimetto - insiste Vannucci - per aiutare l’amministrazione e il Pd a trovare l’energia e lo slancio per andare avanti».
E parlando nel ruolo di politico continua: «Non è andato a votare il 60% dei cittadini di Carrara - spiega - Vogliamo far capire che abbiamo capito il messaggio o preferiamo fargli capire che non ce ne frega un bel niente?»
Insomma una decisione ferma. E nessuna volontà di ripensarci: «Ci ho pensato bene e mi sono fatto da parte per fare spazio al nuovo».
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