Il Tirreno

Divorzio breve in Comune: solo 16 euro per dirsi addio

di Melania Carnevali
Divorzio breve in Comune: solo 16 euro per dirsi addio

Massa, aperto uno sportello dove è possibile ottenere la separazione o chiudere un matrimonio “in modo indolore” in un mese e senza ricorrere agli avvocati

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MASSA. Dirsi addio in un mese e con 16 euro. Sono molte nel territorio comunale le coppie sposate che lo hanno fatto. Si sono rivolte al Comune e hanno chiesto di divorziare in modo “rapido e indolore”, come consente la recente riforma della giustizia, approvata dal Parlamento lo scorso 22 aprile e poi pubblicata in Gazzetta ufficiale il 6 maggio.

Due gli atti di “divorzio breve” - così è passato alle cronache - già conclusi nel Comune di Massa, quattro quelli di separazione, e decine poi le richieste depositate allo sportello stato civile del Comune e in attesa di essere valutate. Le modalità di divorzio introdotte dall'ultima riforma infatti sono due: la negoziazione assistita nello studio degli avvocati e quella, appunto, direttamente in Comune, prima allo sportello stato civile e poi davanti al primo cittadino per la conferma. Per chi non ha figli minori o maggiorenni affetti da handicap o sotto i 25 anni, ma non economicamente autosufficienti, ottenere la separazione o il divorzio, purché consensuale, è adesso molto semplice e veloce; basta pagare una tassa di diritti fissi di 16 euro e aspettare 30 giorni dalla richiesta, per poi tornare davanti al sindaco e dare l'okay: «sì, vogliamo divorziare» o «Sì, vogliamo separarci».

«Per il momento solo una coppia che aveva fatto richiesta di separazione poi non è tornata a confermarla», fa sapere l'ufficiale di Stato civile, Anna Maria Ciuffi, che informa che il lavoro nell'ufficio è aumentato parecchio con questa riforma: «Anche una circolare ministeriale invitava ad aumentare il personale, considerando che è tutto lavoro tolto ai tribunali – chiarisce – In questo Comune le richieste di separazione e divorzio sono davvero tante e ci sarebbe bisogno di personale di personale in più per seguire tutte le pratiche». Fino a oggi lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione.

Con il divorzio breve il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale – in caso di figli minori o maggiorenni affetti da handicap o sotto i 25 anni ma non economicamente autosufficienti, o di comunione di beni,o altri casi ancora che richiedono la presenza di un giudice - e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. E le nuove procedure possono valere anche chi ha una causa di divorzio già in corso con le vecchie e farraginose modalità. Considerando che a livello nazionale, secondo alcune stime, sono circa 200.000 i procedimenti pendenti, è possibile che anche a livello comunale siano tanti e che le coppie preferiscano approfittare di regole più veloci per dirsi addio. È possibile quindi che il boom del divorzio “rapido e indolore”, quello che si sta registrando in queste settimane, duri ancora per molto.

 

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