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Truffava i clienti dell’Enel Imprenditore nei guai

Truffava i clienti dell’Enel Imprenditore nei guai

Cardillo aveva aperto degli sportelli privati dove si potevano pagare le bollette I soldi non sono mai arrivati all’azienda. Denunciato da 70 persone è a processo

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MASSA. Doveva essere la sfida alle inefficienze delle Poste: addio lettere lumaca, ciao ciao raccomandate che arrivano quando gli pare. Il papà di quel progetto ci ha creduto e con lui ci hanno creduto anche quelli che si sono affiliati alla sua catena di sportelli privati. E i clienti che pur di non fare code assalivano gli uffici, il primo in via Galilei a Massa, della concorrenza del servizio pubblico. Risultato? Il progetto è naufragato dopo poco più di un anno e l’inventore di Poste&Poste, Cristian Cardillo, è stato denunciato da una settantina di persone per truffa: dopo aver intascato i soldi per il pagamento delle bollette di luce, telefono e gas non li ha mai versati alle aziende. Anche perché non era titolato a raccogliere quelle somme. Da qui la contestazione della truffa anziché l’appropriazione indebita.

Oltre agli utenti delle compagnie - molti titolari di negozi e liberi professionisti -, costretti a rimettere mano al portafoglio per non vedersi staccare le forniture per morosità, in quello che la procura considera un raggiro sono caduti anche imprenditori che hanno appoggiato l’idea di Cardillo al punto da aprire uffici simili in tutta Italia. Loro i soldi li inviavano a Massa sicuri che poi le bollette sarebbero state pagate, anche perché tutto era certificato dalle ricevute che venivano consegnate regolarmente. E sono state proprio queste carte che hanno fatto saltare fuori tutto: non appena sono arrivati gli avvisi di mancato pagamento i clienti si sono recati agli uffici delle aziende fornitrici protestando per l’errore. Gli impiegati si scusavano, ma appena prendevano il bollettino in mano si accorgevano che c’era qualcosa che non andava. Bastava fare una rapida verifica per scoprire che quelle ricevute non avevano alcun valore. Anche perché quegli uffici di poste private non potevano in alcun modo fungere da emissari. Cardillo aveva ricevuto la licenza per la consegna di lettere e raccomandate, non per effettuare altre operazioni. Lui, difeso dall’avvocato Enzo Frediani, scarica la colpa agli affiliati. Come testimoniano continui battibecchi che si possono leggere in diversi blog che si trovano su Internet.

A far partire l’indagine è stata l’Enel quando ha capito che c’era qualcuno che faceva finta di raccogliere i pagamenti delle bollette e poi li teneva per sé. C’era chi era arrivato a quattro mesi di mora. Quasi tutte le situazioni sono state regolarizzate, senza alcuna aggiunta per il ritardo del pagamento, dato che le false ricevute valevano per testimoniare la buonafede dei clienti. La procura da lì ha iniziato un’inchiesta che si è estesa in diversi punti di Italia, con gli affiliati che subissati da richieste di spiegazioni da parte degli utenti traditi si sono rivolti alle forze dell’ordine.

Sono una settantina quelli che adesso puntano il dito contro Cardillo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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