Attenzione
Quando i MIani vestirono Coppi, Chaplin e Totò
Se alla D’Avenza si cucì il cappotto di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”, i Miani vestirono Buster Keaton, Charlie Chaplin, Totò, Fausto Coppi e Walter Chiari… Era il 1922 quando Guglielmo...
Se alla D’Avenza si cucì il cappotto di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”, i Miani vestirono Buster Keaton, Charlie Chaplin, Totò, Fausto Coppi e Walter Chiari… Era il 1922 quando Guglielmo Miani – il capostipite – intraprese la sua attività di sarto arrivando, prima tappa di una lunga serie, ad aprire bottega in via Montenapoleone nel 1954. Vediamo che cosa prevede il loro progetto di trasferimento della Sarzana nella palazzina rossa di via Dorsale che sorge accanto all’entrata del cinema multisala (lato Carrefour).
Poche settimane fa il Consorzio Zona Industriale ha dato parere favorevole ai lavori (i costi non sono noti) che farà Ges.co – la società proprietaria del complesso immobiliare occupato solo in parte dalle sale-cinema – per adattare la palazzina alle esigenze della Sarzana; terminata la ristrutturazione, Ges.co – che fa capo a Filiberto Scarpellini, imprenditore pisano – la affitterà alla sartoria.
Due piani e duemila metri quadrati di spazio: mille metri quadrati dedicati alla messa a punto di modelli di abiti di altissima gamma e cinquecento metri quadri di laboratorio, dal taglio allo stiro.
Nella sede lavoreranno subito trenta addetti qualificati (38 sono attualmente i dipendenti della Sarzana), con un incremento, a regime, di quindici-venti posti di lavoro.
Un progetto dunque che anche in termini occupazionali è molto interessante come è interessante comunque il tipo di attività che potrebbe innescare altri piccoli e grandi investimenti nella nostra provincia. (g.m.)
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