Sicurezza
Polo sartoriale, sede pronta entro l’anno
Lo annuncia Tobia Aulisa direttore della D’Avenza
CARRARA. La famiglia milanese Miani investe a Massa Carrara. Saranno loro, mediante la controllata locale Sarzana srl, a fare d’ora in poi ma stabilmente (la Sarzana già li fa) i capi firmati D’Avenza.
E per questo hanno bisogno di una nuova sede. Porta il nome Miani – Gruppo Larusmiani, marchio Larus, brand più antico di via Montenapoleone per l’abbigliamento e la sartoria di lusso – il progetto di trasferimento in via Dorsale della Sarzana, più nota come ex Clad, la sartoria nata a metà degli anni Novanta da una costola della D’Avenza e che i Miani acquisirono otto anni fa. Si alza il velo sul piano che porterà – entro fine 2015 – alla nascita di un polo sartoriale di altissima gamma nell’ex Dalmine e che ruota intorno al cambio di sede della ex Clad che, dai locali di via Acquale in zona Aci, si insedierà nella palazzina a mattoncini rossi che sorge accanto al cinema multisala.
Finalmente si scopre chi e con chi fa cosa. A rivelare i retroscena è l’ideatore del progetto. O meglio, colui che ha gettato le basi perché i Miani decidessero di investire qui: e dopo anni durante i quali la loro appendice apuana, la Sarzana-ex Clad, ha galleggiato tra boccate d’ossigeno e apnea.
Parliamo di Tobia Aulisa, 54 anni, direttore della D’Avenza dal 2012 e deus ex machina di un’altra (ben più nota) operazione: la cessione del ramo produzione dell’azienda avenzina all’industriale umbro Brunello Cucinelli.
È vero che lei sarà il nuovo direttore della Sarzana srl?
«Non è vero. Può darsi succeda in futuro, ma al momento non è così. Io sono il direttore della D’Avenza e sono fiero di esserlo; sono stato io a portare Brunello Cucinelli a Carrara».
Lei però qualcosa c’entra con il progetto di trasferimento della ex Clad e dell’annunciato nuovo polo sartoriale?
«Diciamo che ne sono l’ideatore, che l’idea è stata mia»
Ci spiega come è nata questa idea?
«È vero, come è stato detto, che la Sarzana produce anche il sartoriale della D’Avenza. Del resto ormai dentro la D’Avenza le maestranze stabilizzate dalla Pinturicchio (società che fa capo all’industriale umbro) fanno il “prodotto Cucinelli”».
Con l’operazione Cucinelli sono state per sempre impegnate a fare altro le mani che per anni hanno cucito i capi D’Avenza, il cui marchio è rimasto ai Cecchi…
«Sì, appunto.Facciamo un salto indietro al 2012/2013. La D’Avenza perdeva soldi e anche la Sarzana non andava bene. Io ho portato qui Cucinelli che ha dato un futuro alle maestranze D’Avenza e ho traghettato dentro la Sarzana il lavoro della D’Avenza. Grazie ad una mia idea abbiamo stabilizzato il personale di un’azienda e ne abbiamo rimesso in sesto un’altra. Da quando sono arrivato alla D’Avenza, non ho guadagnato soldi ma la stima delle persone».
Per un periodo lei ha lavorato contemporaneamente per Cecchi e per Cucinelli, per D’Avenza e Pinturicchio. “Il progetto Sarzana” l’ha condiviso con Cucinelli?
«Sì, certo. Per un periodo ho avuto un doppio contratto. Cucinelli ha sempre saputo che le produzioni D’Avenza venivano fatte dalla Sarzana. Quando si presentò il problema di chi avrebbe fatto i capi D’Avenza, andai da Cucinelli e gli dissi: “C’è un’azienda qui vicino dove lavorano tanti dipendenti ex D’Avenza. Lo diamo a loro il lavoro? Lui rispose: non c’è problema».
In che termini la D’Avenza e i Cecchi entrano in questo nuovo polo sartoriale che si creerà in via Dorsale?
«L’investimento è della famiglia Miani, la D’Avenza assicura il lavoro».
Ci dica qualcosa di più di questo progetto.
«Sarà un’azienda sartoriale perché i miei clienti (clienti D’Avenza) sono abituati ad avere un prodotto sartoriale. La sede l’ho trovata io, con i miei contatti, e non abbiamo cercato un capannone industriale, bensì uno stabilimento, che è cosa diversa. Vogliamo realizzare un progetto di altissimo livello, come di altissimo livello sono le giacche che produciamo. E diciamocela tutta, i locali dove è adesso la Sarzana non sono all’altezza».
Ha idea di quali possano essere i tempi di realizzazione dei lavori e quindi il trasferimento?
«I lavori dovrebbero partire nell’arco di una quindicina di giorni. I tempi del trasferimento dipendono dall’andamento dei lavori e dalla stagionalità delle produzioni tipica del settore. Credo che a fine 2015 la Sarzana sarà nella nuova sede».
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