Sicurezza
Carioli: si valuti il lavoro Non si punisca chi ha scelto
L’assessore sull’ipotesi rimpasto: si consideri il bene della città. Scelga il sindaco Bugliani: mi sento in una città libera. E sulla giunta: con me sarebbe stato diverso
MASSA. È inutile negarlo: la vittoria di Giacomo Bugliani rimescola le carte. Dentro il Pd. E nelle stanze di Palazzo civico. Perché in una giunta monocolore (100% democratica) e con due assessori vicini alla segreteria del partito ed apertamente schierati con lo sconfitto Loris Rossetti, il boom dell’avvocato costringe quanto meno alla pausa di riflessione.
Del resto, se al partito Bugliani le canta di santa ragione («Finalmente mi sento in una città normale e libera»), qualche appunto ha da farlo anche all’amministrazione. Nel 2013 le sue 1.067 preferenze non gli hanno garantito un posto in giunta e adesso alla domanda: “Se lei ci fosse stato, sarebbe cambiato qualcosa?”, Bugliani si concede un sicuro e secco «certo che sì».
«Con me - spiega - l’attuale amministrazione sarebbe stata diversa. Non voglio dire migliore, ma certamente diversa. La politica - puntualizza - la fanno le persone». E a chi gli contesta di aver intrapreso la corsa in Regione per quel posto mancato in giunta, replica: «Se, da assessore, mi avessero chiesto di candidarmi alle regionali, lo avrei fatto. Invece me lo hanno chiesto da uomo fuori dall’amministrazione e io ho accettato. Sono stato vittima di un sistema sbagliato».
Lui in giunta non c’è, ma ci sono - ed è questo che contestano alcuni Bugliani supporters - i due uomini vicino alla segreteria e a Loris Rossetti: Uilian Berti, 40 anni, vicesindaco con delega ai lavori pubblici, è l’uomo scelto nel 2013 per rappresentare il Pd in giunta. Gabriele Carioli, trentottenne, è il nome proposto al sindaco dal gruppo consigliare del Pd. Ora che in giro c’è odore di rimpasto (o almeno: ora che qualcuno lo chiede), la spada di Damocle pende sulle loro teste. Uilian Berti si è già detto disposto al passo indietro «se il sindaco lo chiede e per il bene della mia città». Gli fa eco Gabriele Carioli che, invita, però ad una più ampia riflessione politica: «La scelta compete al sindaco. Io e Uilian abbiamo scelto di sostenere Loris Rossetti e lo abbiamo fatto apertamente. Io ho scelto, ho imparato che in politica la scelta è necessaria, ma ora mi si tratta come se avessi votato Lega. Io ho votato Pd, ho sostenuto un suo candidato che ha preso oltre 10.000 voti, reputo Giacomo Bugliani una risorsa per il partito, non sono mai stato “contro”. Ho, appunto, scelto. E ora - prosegue - cosa mi si rimprovera? La vicinanza alla segreteria? Prima di chiedere teste, farei una valutazione, considererei il lavoro svolto, il rispetto della linea dell’amministrazione. La vera valutazione deve essere fatta capendo se,senza me e Uilian, la giunta possa camminare meglio, portare maggiori risultati. Comprensibile che lasciare mi dispiacerebbe, per la passione e il lavoro svolto, ma non è la poltrona che voglio. Al sindaco il compito di scegliere». E il sindaco ancora non si pronuncia. Scossa in Comune, quindi. E scossa, di superiore magnitudine forse, all’interno del Pd: «Ora mi sento in una città libera - è la frase forte di Bugliani - Se il voto popolare chiede il cambiamento, è giusto che la classe politica che al cambiamento si è opposta, faccia un passo indietro. Il voto popolare dimostra che il sentire della gente con coincide con quello della segreteria di partito».
Bugliani ha coalizzato nel dissenso, adesso la sfida è tenere unite le forze e progettare: «Faccio un appello a chi, causa le dinamiche interne, è uscito dal Pd, a chi lo considera spazio politico ma non vi è entrato, a chi dall’interno non ha avuto il coraggio di cambiare. E a chi milita chiedo di sottrarsi da meccanismi non rispettosi della libera partecipazione». Perchè - chiarisce - solo quando «i meccanismi di iscrizione al Pd saranno corretti e trasparenti» potrà farsi spazio un’ipotesi di congresso (la scadenza sarebbe tra due anni ndr). «Se il mio appello sarà raccolto, il partito sarà davvero pronto al congresso».
Chiara Sillicani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
