Sicurezza
Uilian Berti: pronto a un passo indietro
Odore di rimpasto. Il vicesindaco: mai attaccato alla poltrona
MASSA. Una vittoria - sembra semplice - dovrebbe prestarsi a due sole letture: quella di chi vince, quella di chi perde. Ma se di mezzo c’è la politica e se la vittoria è quella di Giacomo Bugliani, beh allora il quadro e l’analisi si complicano. Perché Giacomo, 36 anni, avvocato, “macchina da guerra” alle amministrative del 2013 con 1.067 preferenze, è il collettore del dissenso. Cento per cento Pd, renziano, contestatore dall’interno, fa sedere l’uno accanto all’altro l’ex sindaco Roberto Pucci e i volpiani, che nel 2013 “gli hanno dichiarato guerra”. Chi contesta la nomenklatura del Pd sta con lui, anche a patto di una vicinanza con chi non gli va giù.
Così se per l’opposizione di destra, tra Bugliani e Rossetti non c’è differenza, per chi sta nel Pd, e per chi medita di entrarci, la differenza c’è eccome. Ce n’è così tanta che qualcuno pensa che il sindaco Volpi debba mettersi ad un tavolo e ridisegnare gli assetti di giunta. Vero, i 5 assessori sono tutti Pd, ma - è il concetto dei Bugliani supporters- c’è Pd e Pd. Tanto più che gli assessori democratici dalle origini, Gabriele Carioli e Uilian Berti, il sostegno l’hanno garantito allo sconfitto Loris Rossetti. Il sindaco, che in campagna elettorale non è sceso in campo (attirandosi pure qualche critica, visto che nel Pd ci è entrato), adesso, seppur in punta di piedi, lo fa e ammette che «da qualche mese ormai la riflessione all’interno della maggioranza è aperta». Alessandro Volpi plaude ad un Pd che «porta a casa un risultato importante, conferma che il partito e l’amministrazione (che lo rappresenta) il loro lavoro l’hanno fatto. Ora Giacomo ha una grossa responsabilità - riconosce - quella di rappresentare in Regione il nostro territorio». Tramite nelle grosse partite che si giocano a Firenze. Riflessione aperta, quindi, e in un periodo clou in cui si lavora con intensità per - garantisce Volpi - «concludere opere pubbliche importanti, definire strumenti urbanistici e bilancio». Le parole rimpasto o allargamento della giunta il sindaco ancora non se la lascia sfuggire. Ma che il cambiamento sia nell’aria lo fa intuire. Se c’è odore di rimpasto, Uilian Berti, assessore ai lavori pubblici, vicesindaco, sostenitore di Loris Rossetti, non si spaventa: «Non sono persona attacca alla poltrona. Dal sindaco ho ricevuto il mandato e a lui spetta decidere. Se una scelta in questa direzione è utile alla mia città, non c’è problema». Come dire che un assessorato per forza lui non lo vuole, ma la decisione - e lo ribadisce - «spetta primo cittadino e non ad altri».
Del resto a chiare lettere il rimpasto non lo chiede nessuno, anche se parecchi ne fanno intuire l’opportunità. Lo fa Simone Ortori: nel Pd non c’è, assicura di non volerci entrare, ma Bugliani lo ha sostenuto a spada tratta. E nella sua vittoria vede la vittoria di una generazione politica. E va pure oltre: nel 2013 - parafrasando i concetti - quella generazione ha segnato un risultato importante (e si riferisce alle preferenze dello stesso Bugliani ndr). Ma il risultato non si è tradotto in un ruolo amministrativo: «Giacomo - e qui citiamo testualmente - è la conferma che un gruppo dirigente è arrivato al traguardo, che questa provincia dice basta ad un certo tipo di gestione del potere. Adesso c’è una generazione politica (e anche anagrafica ndr) che ha il coraggio di mettersi in gioco per il cambiamento».
Ruggero Porta, uno dei più grandi supporter di Volpi, trattiene a fatica la felicità: «Posso gridare?». Il suo obbiettivo - e di tanti, aggiunge lui - è «cambiare il metodo del Pd per indirizzarlo verso l’inclusione. Noi (i volpiani ndr) siamo entrati nel partito, ma non abbiamo trovato le condizioni per il dialogo, per una discussione politica aperta, era chiaro che volessero arrivare alla conta. E la conta sono state le regionali. E noi abbiamo vinto. Loro(i sostenitori di Rossetti ndr) hanno perso - Porta si concede un’analisi del voto - non solo a Massa, ma in tutta la Provincia, segno che tutta la Provincia vota Pd, gli dà fiducia, ma con la preferenza manifesta il desiderio di un partito diverso».
Quel partito che Roberto Pucci, tre volte sindaco e supporter di Bugliani, spera diventi «più praticabile». Anche se l’intenzione di volerlo praticare non l’ha ammette: «La vittoria di Giacomo è positiva per la città, avremo in Regione un giovane attento ai problemi».
Sì, a sostenere Bugliani c’è pure chi nel 2013 era avversario di Volpi, ma la cosa non preoccupa Ruggero Porta: «Guardiamo al futuro e agli obbiettivi. Se l’obbiettivo è un Pd aperto, è all’interno del recinto del partito che deve avvenire il confronto». E sui cambiamenti interni alla giunta, Porta non si focalizza sul sindaco, ma su chi, appunto, siede in giunta e ha sostenuto lo sconfitto Loris Rossetti: «Non so che decisione prenderanno».
Sul tema Berti ha già detto la sua: se mi chiedono un passo indietro per il bene della città, sono pronto. Ebbene sì, una vittoria in politica ha mille letture e mille risvolti. Qualcuno lo conosceremo a breve. E, direttamente o indirettamente, volente o nolente, porterà la firma di Giacomo Bugliani.
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