Finanza
Rossetti è «a disposizione del Pd»
Lo sconfitto si complimenta: Giacomo ha colto l’esigenza del cambiamento
MASSA. Loris Rossetti, lunigianese, esperienza amministrativa a Fivizzano, assessore provinciale, consigliere regionale uscente, è lo sconfitto. Non ha preso - ammette - meno voti di quanto si aspettasse, ne ha presi però ben 2mila più di lui - aggiungiamo noi - Giacomo Bugliani: 10.464 preferenze a Rossetti non bastano per approdare a Firenze, la grossa partecipazione al voto di preferenza dà ragione al giovane avvocato. E a Rossetti non rimane che ammettere la vittoria dello sfidante. Con fair play e compostezza: «Faccio le mie congratulazioni - è l’esordio - a Giacomo per essere riuscito - eccoci alla prima analisi politica - a coalizzare forze e persone. Ha saputo interpretare le aspettative, l’esigenza di cambiamento, la reazione dei cittadini nei confronti di chi ha svolto ruoli di governo».
Una campagna elettorale al vetriolo quella per le regionali, che ha visto il Pd spaccato. Che la battaglia ci sia stata e con toni forti, Rossetti non può negarlo, ma esclude che quel confronto serrato lo abbia danneggiato: «Con l’introduzione delle preferenze - è la sua analisi - lo scontro è inevitabile». Adesso, però, tocca serrare i ranghi e far fronte Comune. La vittoria di Bugliani - è stato il mantra della sua campagna elettorale - è l’affermazione del nuovo sul vecchio e il Pd non può dispensarsi dalla riflessione, dalla ridefinizione degli equilibri, interni al partito e di governo: «Cambieranno gli equilibri locali? È una bella domanda- ammette Rossetti - vedremo come andrà nei prossimi giorni. Il partito farà le sue valutazioni, io sono solo un iscritto. La vittoria di Rossi è un titolo di merito, la crescita del partito in termini percentuali (dal 33,5% delle regionali del 2010 al 39,6% attuale) è un dato rilevante che conferma la forza del Pd e gli conferisce stabilità. Per le mie oltre 10.000 preferenze ringrazio chi mi ha sostenuto e votato e chi ha partecipato con impegno alla mia campagna elettorale». Rossetti dice addio alla Regione e torna - garantisce - al suo lavoro: «Non vivo di politica, con l’insediamento del nuovo consiglio regionale termina il mio periodo di aspettativa, torno al lavoro alla centrale Enel di La Spezia». Ma l’impegno politico rimane tutto: «Sono uno dei fondatori del Pd, nel Pd ho creduto e credo moltissimo, metto la mia esperienza, anche amministrativa, al servizio del partito, nel ruolo e nelle funzioni che mi vorrà attribuire». (c.s.)
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