Il Tirreno

Pontremoli: vince Fi, ma Ferri è fuori

Pontremoli: vince Fi, ma Ferri è fuori

L’exploit “casalingo” (1.405 preferenze) non basta alla rielezione del consigliere regionale. E qui i grillini sono in calo

3 MINUTI DI LETTURA





PONTREMOLI. Passano gli anni, cambiano i tempi (e gli scenari politici) ma a Pontremoli “l’effetto Ferri” continua.

Il consigliere regionale uscente di Forza Italia, Jacopo Ferri esce sì sconfitto a livello provinciale, perdendo così la rielezione nel consiglio regionale, ma può consolarsi nella “Città del Libro” dove Forza Italia si conferma primo partito con il 42,53%, stracciando il Pd fermo al 30,59%. La maggioranza (relativa) degli elettori pontremolesi ha dunque risposto in maniera positiva all’appello del capogruppo di maggioranza in consiglio comunale.

A dimostrarlo le 1.405 preferenze raccolte dal capolista di Forza Italia nelle urne pontremolesi, circa un quarto delle 5.607 raccolte nell’intero ambito provinciale. Un effetto “trainante” che si è riversato anche su tutta Forza Italia, con il partito di Berlusconi che ha raccolto un risultato che risolleva il partito dopo la debacle delle Europee dell’anno passato quando aveva raccolto “solo” il 20% dei consensi, in un Comune tendenzialmente sempre molto vicino al centrodestra.

Ma per fare una comparazione più corretta bisogna andare alle precedenti Regionali del 2010 con un risultato leggermente superiore, rispetto a quello odierno, da parte dall’allora Popolo delle Libertà (46,1%). Certo bisogna ricordare che era un contesto politico sostanzialmente diverso in cui il centrodestra era saldamente al Governo, Berlusconi ne era il suo leader indiscusso e Renzi era solo un giovane “rampante” sindaco di Firenze. Mentre stavolta Jacopo Ferri ha dovuto giocare “da solo” senza il sostegno di un partito forte come cinque anni fa ed ha sostanzialmente confermato quanto raccolto allora.

Ma il vero “boom” di questa tornata elettorale (si tratta però di un dato comune a tutta la Provincia, e non solo) lo fa la Lega Nord che raddoppia il proprio consenso rispetto alle Europee volando dal 4,2% al 10,9%, che sale al 13,75% con i voti portati dall’alleato Fratelli D’Italia-An.

Il partito del Carroccio sembra in una fase di “onda lunga” con una progressione geometrica che partendo dall’1,6% delle Politiche del 2103 la vede oltrepassare la doppia cifra e diventare la terza forza politica a Pontremoli sorpassando il Movimento Cinque Stelle.

Il movimento di Beppe Grillo fa, invece, a Pontremoli, il percorso diametralmente inverso rispetto al partito di Matteo Salvini e vede crollare le proprie preferenze dal 20,1% delle Politiche, al 15,8% delle Europee fino all’attuale 9,35%.

Sembra che il tempo non passi per il Pd, visto i Democratici raccolgono in pratica lo stesso consenso delle Regionali 2010 (28,8% allora, 28,3% adesso) anche se c’è un brusco calo rispetto alle Europee (48,8%) e un calo moderato rispetto alle politiche (30,8%). Ma in effetti le Regionali a Pontremoli il PD le ha sempre “sofferte” (qui si registrano i picchi negativi del centrosinistra) anche vista la forte presenza nel “campo avverso” di un pontremolese “doc” come Jacopo Ferri.

Sempre in ambito democratico un po’ a sorpresa si segnala la vittoria, come numero di preferenze, da parte del candidato di costa Giacomo Bugliani (351 voti) rispetto al lunigianese Loris Rossetti (233).

Ma in realtà questo alla fine era il trend di preferenze generale nella nostra Provincia visto che alla fine ha prevalso Bugliani su Rossetti nella corsa al posto in palio in Regione in ambito dem.

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa