Sicurezza
Ma a vincere davvero è l'astensionismo
E nella terra dei partigiani e della Resistenza, la Lega Nord diventa il secondo partito
MASSA. La Lega Nord di Matteo Salvini che diventa, in alleanza con Fratelli D’Italia-An, la seconda forza della provincia, sfiorando il 21% dei voti. Gli elettori che scendono, per la prima volta, sotto il 50%. Ecco, sono questi i dati più “sconvolgenti” delle elezioni di domenica. Il successo di un partito già secessionista ora venato di xenofobia e intolleranza nella terra dei partigiani e della Resistenza; il fatto che numero di chi preferisce andare al mare o restare a casa supera quello di chi ritiene necessario andare a votare i propri rappresentanti in Regione, ci sembrano due temi cruciali su cui riflettere.
La politica apuana, però, sembra molto più interessata ad altro. Agli esiti della sfida interna, in particolare. L’elezione del renziano Giacomo Bugliani in consiglio regionale e la sconfitta di Loris Rossetti, che era sostenuto dalla segreteria provinciale e dall’area facente capo al deputato Andrea Rigoni, non resterà senza conseguenze. Già si parla di rimpasti, epurazioni, riequilibrio degli assetti nel partito di governo della provincia. Sono partiti riposizionamenti e nuove strategie di alleanze. Ma come andrà a finire è tutto da vedere.
Il voto per le Regionali dice comunque anche altro. Segnala che il Movimento 5 Stelle “c’è”, è in buona salute. I grillini sono il secondo partito in provincia, Giacomo Giannarelli (che è carrarino) si è fatto valere nella campagna elettorale da aspirante presidente e la percentuale raccolta sotto le Apuane è tra le più alte della Toscana.
Queste elezioni, infine, segnalano anche la sconfitta pesante di Forza Italia, nonostante la performance di Jacopo Ferri. Ma anche in questo caso, Liguria docet, non è detto che sia un declino irreversibile.
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