Il Tirreno

il vincitore

Giacomo Bugliani: qualcuno dovrà dimettersi

Manuela D'Angelo
Giacomo Bugliani con Martina Nardi e il ministro Boschi
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Giacomo Bugliani con Martina Nardi e il ministro Boschi

Alla festa per il successo i supporter intonano “Liberi, liberi”. Il neoeletto attacca i dirigenti e auspica un congresso

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MASSA. È andato a letto alle 7 di mattina, dopo aver festeggiato per tutta la notte sotto l’atrio del comune di Massa , proprio davanti al comitato elettorale di Loris Rossetti, da cui non si è più visto uscire nessuno; poi Giacomo Bugliani, 35 anni, avvocato e la voglia di cambiare la politica, ha dormito un’ora e ha riacceso il telefono per rispondere a centinaia di telefonate. Bugliani è il nuovo consigliere in Regione Toscana del Pd della provincia apuana, con 12.667 voti. L’unico, assieme al grillino Giacomo Giannarelli a rappresentare Massa Carrara.

Una vittoria che dedica ai suoi due nonni, Giovanni e Giacomo di cui porta il nome, entrambi scomparsi pochi anni fa: «Due brave persone – dice Bugliani – due grandi uomini, dai quali ho imparato molto e ai quali devo tutto. Un vecchio consigliere comunale e un veterinario lunigianese. Persone di cui tutti si ricordano, come vorrei si ricordassero di me». Adesso però è arrivato il momento di mantenere qualche promessa: Bugliani disse “rinnovamento” a tutti i livelli della politica locale e rinnovamento dovrà essere: «Posso dire intanto cosa mi aspetto. Un passo indietro della dirigenza del mio partito, di quelli che non hanno creduto nel cambio di passo, che hanno invitato la gente a votarmi contro. Ebbene il voto di opinione ha dato loro torto, dovrebbero lasciare spazio a chi pensa la politica in maniera diversa dalla loro. Ma so che la parola dimissioni non è frequente nel vocabolario del Pd locale; mi aspetterei, anche, che la mia vittoria fosse un segnale chiaro per tanti amministratori; non voglio veder cadere teste di sindaci, per carità, ma che diano un segnale di rinnovamento anche loro. Gli strumenti li hanno».

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Bugliani parla di una campagna elettorale lunga, dura e a tratti aspra e denigratoria, «colpa della dirigenza del mio partito- dice - ma una campagna bellissima per il rapporto con la gente; una campagna da boy-scout, porta a porta tra la gente, nelle piazze e per le strade». «Non ho avuto dietro voto organizzato- continua -; chi mi ha appoggiato lo ha fatto di sua spontanea volontà e ora si apre una fase nuova, democratica, libera, fatta, spero, di leader carismatici e non di dittatori». Nell’atrio del Comune i suoi supporter gridavano “liberi, liberi”, come quando (2008) Roberto Pucci vinse le amministrative: «Ho avuto il sostegno di grandi personaggi politici, come l’ex sindaco Pucci, o come Martina Nardi che ritengo una parlamentare coraggiosa, che ha saputo cambiare pelle e rinnovarsi per una sinistra di governo propositiva. Questo non significa che abbia dietro di me chissà quali apparati. Vi spaventa? Vi innervosisce? Mi hanno votato le persone normali a cui non ho fatto mai nessuna promessa, se non quella di cambiare la politica locale».

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Come? Presto detto: «Devo aspettare la linea del partito- dice Bugliani -; adesso ho solo il potere di dire la mia a livello regionale. Potremmo scegliere per un congresso anticipato, potrei chiedere anche il commissariamento. Non deciderò certo io da solo le sorti di questa dirigenza di partito. Ma non starò ad aspettare il mio turno, all’ombra di qualche potente, come fanno, costretti, tanti giovani. La mia occasione è adesso”.
Il percorso di rinnovamento, contro l’apparato locale, quindi, è appena iniziato. Bugliani fra l’altro dovrà decidere anche se rimanere o dimettersi dal consiglio comunale di Massa. La carica è compatibile con quella del consigliere regionale, ma svolgere assieme i due incarichi appare molto impegnativo.

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