Sicurezza
Evade fatture per 30.000 euro, condannato
Dieci mesi (pena sospesa) per un impresario edile; la difesa: documentazione durante il trasloco
FIVIZZANO. Trentamila euro di fatture non erano finite nella sua dichiarazione dei redditi, due anni fa.
E così il titolare di una impresa edile di Fivizzano, Donato Ferrigni di origini napoletane, si è trovato a processo per evasione fiscale.
Il giudice Fabrizio Garofalo l’ha condannato a dieci mesi di reclusione (pena sospesa) e all’interdizione, per lo stesso periodo, dalla contrattazione con le pubbliche amministrazioni.
La vicenda risale a un paio di anni fa. Da alcuni controlli è emerso che nella dichiarazione dei redditi presentata dall’impresario edile c’era un buco di trentamila euro. Un buco con tanto di fatture “scomparse”, e di conseguenza guadagni non dichiarati, per lavori che, su questo c’era la documentazione presso i privati e le amministrazioni presso cui erano stati eseguiti, e pagate diverse opere murarie e di ristrutturazione.
A questo punto è scattata la denuncia per evasione e il processo in tribunale a Massa (davanti al giudice Fabrizio Garofalo e al pubblico ministero Martco Rappelli) dove l’impresario era assistito dall’avvocato Simone Valentini.
L’imprenditore si è difeso asserendo che parte delle fatture erano andate perdute durante il trasloco che aveva dovuto affrontare proprio nel periodo in cui poi è avvenuta la dichiarazione dei redditi. E che, parte della documentazione, sarebbe addirittura stata perduta dal commercialista che lo assisteva in quel periodo.
Insomma, così è stato ribadito nell’ambito dell’udienza, l’imprenditore di origini napoletane, non avrebbe occultato le fatture volontariamente, ma queste ultime non sarebbero finite nella dichiarazione dei redditi per una svista: da una parte sua, durante il trasloco e dall’altra del commercialista che ne avrebbe perduto una parte.
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