Il Tirreno

Cella: grande vittoria della Lega

«Un grazie anche agli intolleranti scesi in piazza per non far parlare Salvini»

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MASSA. I numeri parlano chiaro, anche per la Lega Nord: in provincia di Massa Carrara il partito prende 12.593 voti, pari al 17,08%. Che sale al 20,94% con il contributo degli alleati (sostenevano insieme il candidato Claudio Borghi) Fratelli d’Italia, che hanno ottenuto il 3,54%. «Un risultato di tutta una squadra - commenta Andrea Cella, segretario provinciale del Carroccio e candidato a Massa Carrara- ; sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto perché siamo un gruppo privo di voto organizzato, che ha speso per la campagna elettorale qualche centinaio di euro, che ha parlato alla gente e ha ascoltato i suoi problemi. Ci accusano di solleticare la pancia delle persone, ma in realtà siamo gli unici che conosciamo questi malesseri e cerchiamo di portare soluzioni».

Buono il risultato di tutti e 4 i candidati su Massa Carrara, giovani dai 28 ai 35 anni: Nicola Iacopetti 902 voti, Katia Palmieri 1320, Erika Moscatelli 2108 e Andrea Cella che prende 3008 voti. «Alle ultime elezioni comunali presi 76 preferenze personali- spiega- ; non ero con la Lega, ma in una lista civica legata al centro destra, direi che sono cresciuto». Ma c’è di più: a Montignoso, dove Cella è consigliere comunale la Lega nord raggiunge il 18% delle preferenze, ovvero il risultato più importante della Provincia: «Impossibile non guardare alle prossime elezioni amministrative- commenta Cella-; siamo disposti a dialogare con tutto il centrodestra, Fratelli d’Italia naturalmente, Fi e anche i 5 Stelle; non è impossibile unirsi per sbaragliare finalmente il Pd e rinnovare la classe politica anche a Montignoso».

«Consentiteci – è la chiusura al vetriolo di Cella – di rivolgere uno speciale ringraziamento anche agli intolleranti che hanno messo in scena la protesta contro Salvini. Sono loro che coccolano il nostro leader e che fanno aumentare il nostro consenso; una lezione soprattutto per coloro che erano in piazza come consiglieri comunali, sulla cui credibilità si è avuto un chiaro riscontro dal voto. Si voleva mettere il bavaglio a una forza politica che con oltre il 20% è ora seconda in Toscana, da parte di persone che rappresentano solo se stesse».

Manuela D’Angelo

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