Il Tirreno

Polemica in consiglio sulla rinegoziazione dei mutui del Comune

di Cinzia Chiappini
Polemica in consiglio sulla rinegoziazione dei mutui del Comune

Il sindaco Zubbani: avremo risorse senza vincoli Bienaimé: così si scaricano i debiti sui nostri nipoti

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CARRARA. Via libera alla rivalutazione dei mutui. Lo ha deciso ieri mattina il consiglio comunale di Carrara, approvando il provvedimento con i soli voti della maggioranza e tra le accese proteste dell’opposizione. E parlando dei “conti” di piazza Due Giugno il sindaco Zubbani ha annunciato: la Progetto Carrara è formalmente in liquidazione.

Il consiglio comunale di Carrara ha detto sì e dunque, se di qui a una settimana il governo varerà l’apposito decreto, anche per il nostro municipio scatterà la rinegoziazione dei mutui.

Cogliendo l’occasione dei tassi di interesse particolarmente bassi, i comuni italiani attraverso l’Anci hanno chiesto la possibilità di rinegoziare i mutui: nel caso di piazza Due Giugno l’operazione riguarderebbe i “debiti” contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, con scadenza post 2025 per un valore di 53 milioni di euro (su 163 milioni di euro di “indebitamento” complessivo) e comporterebbe un guadagno immediato di oltre un milione di euro.

«Un tesoretto» come lo ha definito il presidente della commissione Bilancio Roberto Conserva (Psi), perorando la causa della “rinegoziazione” a nome della maggioranza. Risorse che, ha spiegato il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, potranno essere utilizzate “senza vincoli”: «Questi fondi potranno andare anche nella spesa corrente, dunque per gli investimenti» ha spiegato il primo cittadino.

Ma questa tesi però non ha convinto tanto l’opposizione: «Questa rinegoziazione copre un dissesto finanziario di lungo corso. Sì, in Italia i comuni indebitati sono tanti ma nessuno ha le cave e un’industria del lapideo che va gonfie» ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Matteo Martinelli, risollevando il problema della difficoltà nella riscossione dei proventi del marmo, e lo ha detto appena prima di lasciare l’aula in segno di protesta.

Altrettanto dura Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) che ha sottolineato come questa “rinegoziazione” altro non è che «un modo per scaricare i debiti sui nostri figli e nipoti»: secondo i conti snocciolati dalla consigliera di minoranza, a fronte di un “guadagno immediato” di circa un milione di euro, nel 2044 i carraresi si ritroveranno ad aver pagato 13,6 milioni di euro in più, a causa della “dilazione” dei termini di scadenza dei mutui.

Per provare a rassicurare sullo stato di salute delle casse del comune, il sindaco Zubbani ha ribadito l’impegno della sua amministrazione sul fronte del recupero dei proventi del marmo sottolineando che la “spending review” è in pieno corso, anche e soprattutto per quanto riguarda le partecipate: «La liquidazione della Progetto Carrara è stata messa nero su bianco, stiamo lavorando alla fusione tra Apuafarma e Amia e anche CarraraFiere e Imm sono destinate a riunirsi in un’unica società».

Al termine del dibattito, la delibera sulla rinegoziazione dei mutui è stata approvata con il sì della maggioranza, l’astensione di Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti (Ncd-Fi), di Francesco De Pasquale (M5S) e il no di Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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