Il Tirreno

Ex tribunale, il Comune rischia penali

Ex tribunale, il Comune rischia penali

La ditta che deve ristrutturarlo non può fare i lavori: nei locali ci sono ancora quintali di scatoloni e arredi da sgomberare

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CARRARA. Il palazzo del tribunale di Carrara è chiuso da oltre un anno ma il Comune, dopo l’accorpamento degli uffici giudiziari di San Martino con quello centrale di Massa, ma il Comune non ha potuto finora spendere i 250.000 euro stanziati per ristrutturare i locali e destinarli a propri uffici; non solo: rischia pure di dover pagare penali alla ditta a cui ha appaltato i lavori. Il fatto è che nelle stanze al pian terreno e ai piani superiori ci sono ancora chilie chili di scatoloni, con dentro materiale da portare via: materiale che faceva parte dell’attività del tribunale (nell’edificio continua per ora a svolgersi l’attività del giudice di pace). L’attività del tribunale di San Martino dall’autunno dello scorso anno è stata accorpata a Massa. Da allora centinaia di metri quadrati sono inutilizzati: dall’ingresso la vista si apre sulla stenderia di scatoloni. Qualche piccolo trasloco lo hanno fatto gli uffici comunali, per accelerare lo svuotamento dell’edificio, ma resta ancora una montagna di scatoloni e di arredi da sgomberare.

Ma chi deve provvedere al trasloco? Il Comune di Massa – ci dicono dal municipio di piazza 2 Giugno – , al quale il tribunale ha fatto un sollecito. E un altro sollecito è partito anche dal Comune di Carrara.

Di recente c’è stata una riunione fra le parti, per fare il punto su una situazione che rischia di creare problemi all’ente locale. Il Comune ha appaltato i lavori per risistemare l’edificio, dove andrà a insediarsi il Comando di polizia municipale e dove saranno trasferiti anche altri uffici comunali (come quello del marmo), non solo per razionalizzare le sedi decentrate di alcuni settori, ma anche per non dover più pagare affitti in altri palazzi. Quello di San Martino, peraltro circondato da parcheggi, diventa quindi funzionale per le esigenze dell’ente locale.

Ma dopo avere fatto il progetot di ristrutturazione, avere esperito la gara, avere assegnato l’appalto per 250.000 euro, assegnato i lavori, fatto il contratto, tutto si è fermato: tutti quegli scatoloni da portare via dalle stanze e dai corridoi impediscono di fare i lavori propedeutici al futuro utilizzo della palazzina di San Martino.

La ditta che ha l’appalto, per contratto, dovrebbe terminare tutti i lavori nello stabile entro 45 giorni dalla stipula: il tempo scadrà nei primi giorni di giugno. Ma la ditta non può farcela, e non per sua responsabilità. Arredi, fascicoli negli scatoloni, scaffalature, sono qua e là nella palazzina. E il Comune di Massa, fanno sapere dal Comune di Carrara, non ha ancora provveduto a liberare completamente i locali. Tranne qualche operazione di rimozione anticipata nei mesi scorsi dall’ente locale carrarese, il problema permane. Il Comune rischia quindi anche di dover pagare penali a favore della ditta che non può effettuare i lavori come da contratto e secondo le scadenze prestabilite. Inoltre, i questa situazione, si allontanano i tempi per insediare a San Martino il Comando dei vigili urbani (ora nel palazzo municipale) e altri uffici “sparsi” per i quali l’amministrazione aveva previsto la nuova collocazione per poter smettere di pagare affitti.

Cinzia Carpita

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