Sicurezza
Stop ai condizionatori: i sindacati non ci stanno
«Potevano almeno consultarci, ok l’austerity ma il ritiro dei telecomandi è atto di sfiducia verso i lavoratori». L’assessore Sdoga: tagliamo il superfluo
MASSA. Mugugnano i dipendenti comunali, fibrillano i delegati sindacali dopo la direttiva-invito del Comune a tenere spenti i climatizzatori degli uffici fino al 21 giugno. Perchè non è solo una questione di condizioni di lavoro, ma anche di metodo, dicono irritati. «L’amministrazione ci ha esposto alle solite critiche da bar del tipo “tTanto non sudano quelli lì, non gli servono i condizionatori”».
I dipendenmti dicono la loro solo in forma anonima perché in base al “codice di comportamento” potrebbero essere sanzionati. «Siamo alle solite- raccontano- si prendono provvedimenti sulla nostra pelle, che magari potremmo anche condividere, ma di cui nessuno ci rende partecipi». «Solo mercoledì mattina, quando sono venuti a ritirarci i telecomandi abbiamo saputo del provvedimento, altrimenti lo avremmo letto sul giornale il giorno dopo. E meno male che si predica il benessere lavorativo». «Togliere i telecomandi vi dà la misura di quanto questo comune si fidi dei suoi dipendenti». Va detto però che i primi ad aver riconsegnato il telecomando per i condizionatori sono stati gli assessorie il sindaco Alessandro Volpi.
«Un passaggio sindacale era doveroso e necessario- dichiara Michele Vianelli Rsu Uil-; non posso ancora parlare per l’intera Rsu perché non abbiamo fatto in tempo a riunirci sulla questione, ma chiederemo di sicuro un incontro con l’assessore al personale, per capire da cosa derivi questo provvedimento; se qualcuno ci avesse informato e chiesto di tirare la cinghia dandoci in mano carte e numeri, nessuno si sarebbe tirato indietro; così, invece, finendo sui giornali senza dati certi, facciamo la parte degli spreconi, che vogliono stare al fresco».
«Mi sembra una situazione paradossale- commenta Paolo Fabbri, Rsu Cgil- non ne sapevo nulla e lo apprendo dalla stampa, il che vi fa capire in che posizione siamo. Fatemi sentire i colleghi, poi sapremo meglio come commentare».
Getta acqua sul fuoco, o almeno ci prova, l’assessore al personale Silvana Sdoga: «Non mi sembra una richiesta così eclatante; non ho sentito dal canto mio nessuna lamentela; in comune ci si comporta come nelle normali famiglie italiane, si taglia il superfluo o la spesa più consistente che incide sui bilanci. Inoltre se dovesse venire molto caldo i condizionatori verranno riaccesi, quindi non credo si debbano fare troppe polemiche» .
Manuela D’Angelo
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