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Progetto stadio dei Marmi a rischio congelamento

Progetto stadio dei Marmi a rischio congelamento

Il patron della Carrarese voleva seguire il modello di Reggio Emilia: una struttura sempre aperta con attività commerciali, senza barriere tra campo e spettatori

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CARRARA. La Carrarese pensata da Gigi Buffon è, o meglio dire, stando ai fatti di questi giorni, era una società solida e in grado di darsi una prospettiva economica futura indipendentemente dalla proprietà, non a caso le scelte fatte, in accordo con l'amministrazione, a partire dal terreno in sintetico ai progetti al campo di Fossone testimoniano ciò.

Uno dei tasselli della Carrarese del futuro immaginata dal portiere della Nazionale era l'ampliamento dello stadio dei Marmi: un modello all'inglese, con qualche migliaio di posti a sedere, attività commerciali e direzionali. Un piccolo gioiello sul modello del Mapei Stadium di Reggio Emilia. Una struttura capace di produrre utili indipendentemente dalle sorti sportive della squadra ma ad essa strettamente collegata.

Alcuni mesi fa in città il tema è stato al centro della discussione e molti, erroneamente, hanno creduto che si trattassero solo di proclami; in realtà un progetto di massima esiste già ed è stato già vagliato anche dall'amministrazione comunale. Poi l'iter si è rallentato ma non si può dire che sia del tutto arrestato. Il progetto dello stadio. Nell'aprile dello scorso anno il progetto di massima dello stadio è passato al confronto con l'amministrazione comunale. Un impianto moderno (capienza massima 8-10 mila posti), senza barriere, con gli spalti a ridosso del campo e con una vasta area commerciale per far vivere la struttura tutti i giorni della settimana. Si tratterebbe di una ristrutturazione completa dello stadio Dei Marmi e un ampliamento dei volumi destinati a attività commerciali e direzionali.

Nel piano anche due ipotesi: o la costruzione di un hotel (parecchio gradita al Comune) oppure la costruzione di un cinema. In più, una area destinata a un supermercato di medie dimensioni. Il tutto inserito in una riqualificazione completa del quartiere con la costruzione di nuovi parcheggi e due rotatorie: una sul viale XX Settembre e una in via Piave. Non dimenticando che proprio a poche centinaia di metri c'è il museo del Marmo e il punto informazioni per gli autobus turistici in arrivo in città.

Dunque lo stadio diventerebbe a tutti gli effetti la porta di ingresso della città da vivere 365 giorni l'anno. Concessione e imprenditori. Dal punto di vista amministrativo la faccenda potrebbe essere conclusa in tempi rapidi dando in concessione l'area dello stadio per 99 anni alla Carrarese in modo da poter ammortizzare i costi di costruzione (si stimano diversi milioni di euro).

Ci sarebbe, inoltre, l'ingresso di "partner" imprenditoriali per le aree commerciali con accordi di affitti e gestioni. Il tutto inserito in uno schema già definito da tempo dai tecnici di piazza Vittorio Veneto. Cassaforte per la società. Uno stadio di proprietà diventa una cassaforte per la società calcistica, lo sanno bene all'estero, lo ignorano (o quasi) in Italia. Per questo l'operazione di nuovo stadio dei Marmi farebbe parte di un progetto per rendere la Carrarese in grado di finanziarsi in autonomia, almeno in parte, le stagioni sportive. In un calcio sempre più costoso e sempre meno redditizio, lo stadio di proprietà è una strada da percorrere quasi obbligatoriamente. Magari con imprenditori pronti a entrare in gioco nella costruzione dello stadio, un nuovo sforzo di Buffon potrebbe permettere alla Carrarese di respirare tranquillità nei prossimi anni.

Luca Borghini

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