Finanza
Pinzuti va direttamente a processo
Il funzionario comunale di Portoferraio è stato citato in giudizio dalla Procura: a giorni l’udienza
ELBA. Il segretario generale del Comune di Portoferraio Michele Pinzuti, pontremolese, imputato per il reato di truffa aggravata, è stato citato a giudizio dalla Procura di Livorno.
È stato lo stesso sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, ad aggiornare la situazione giudiziaria del suo funzionario nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala consiliare dell’ente.
Ferrari ha letto infatti la comunicazione ufficiale che, in data 21 maggio, è stata firmata dal sostituto procuratore Antonio Di Bugno e recapitata nella mattina di ieri.
La Procura di Livorno, infatti, ha deciso di esercitare l’azione penale nei confronti del segretario «mediante decreto di citazione a giudizio» per il reato di truffa aggravata. L’imputato comparirà dunque davanti a un giudice monocratico senza dover passare dall’udienza preliminare.
La comunicazione relativa alla citazione a giudizio segue la notifica del 415 bis, circa la chiusura delle indagini preliminari, risalente all’8 aprile scorso.
La ricostruzione da parte della Procura è la stessa che abbiamo riportato nell’articolo di ieri. Il segretario, secondo l’ipotesi della Procura, ha raggirato l’imprenditore di Portoferraio Riccardo Ferrini, socio della Val di Denari srl.
Per la stipulazione della convenzione tra la società e il Comune di Portoferraio, riguardante la cessione di un’area da espropriare per realizzare un piano di edilizia popolare, il segretario si è fatto consegnare 5mila euro riservandosi di restituire l’eventuale eccedenza della tariffa di registrazione (che ammontava in verità a soli 290 euro).
L’imprenditore, secondo la Procura, ha consegnato al segretario la somma in una busta chiusa, che lo stesso segretario ha poi portato nella sua abitazione, traendo così un ingiusto profitto ai danni della società privata. «Un fatto aggravato – si legge nella comunicazione inviata al sindaco Ferrari – perché commesso con abuso della qualità di pubblico ufficiale».
La formula della citazione diretta a giudizio prevede un lasso di tempo di non oltre 60 giorni dalla ricezione della citazione da parte dell’imputato alla data della prima udienza.
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