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Ops, c’è una buca in strada E io faccio causa al Comune di Carrara: record di risarcimenti

di Alessandra Vivoli
Ops, c’è una buca in strada E io faccio causa al Comune di Carrara: record di risarcimenti

Lo scorso anno la media è stata di oltre una richiesta  al giorno Per l’assicurazione del municipio una spesa liquidata in circa 300.000 euro

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CARRARA. C’è la radice sporgente sul marciapiede, che fa fare un brutto ruzzolone.O la buca, sulla strada, che butta giù dalla bicicletta.E, ancora, il paletto in ferro (o quel che resta) della vecchia segnaletica che rimane in mezzo alla carreggiata e procura una ferita al bambino intento a giocare.

Tutti motivi validi, per i carraresi, per presentare causa, con tanto di richiesta danni, a Palazzo civico. E se per un pneumatico lacerato dall’avvallamento del marciapiedi il risarcimento di solito non supera i cento euro, per quel che riguarda i danni fisici si arriva anche a due o tremila. Tanti ne sono stati liquidati negli ultimi anni dal Comune che ha fatto un bilancio dei sinistri degli ultimi tre anni quantificando una spesa, nell’anno passato, di circa trecentomila euro.Nei primi mesi dell’anno in corso i sinistri sono stati un’ottantina, dei quali dai 10 ai 15 sono relativi alla tempesta di vento che nei mesi scorsi ha colpito il territorio.Nel 2014 le richieste pervenute all’ufficio coordinato da Paolo Ciari, sono stati 426 (di cui 165 riferiti all’alluvione del 5 novembre scorso). Erano stati 315 nel 2013 e “solo” 279 nel 2012.

Buca nella strada: e io faccio causa. Un tacco alto. Una corsa per raggiungere la fermata dell’autobus. E quella buca, lungo la strada, finisce proprio nel nostro percorso e ci fa cadere a terra. O prendere una brutta storta.È questo il caso più tipico di richiesta di risarcimento danni presentata a palazzo comunale. A seguire l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia (e questo succede soprattutto nei marciapiedi di marmo) che diventa “killer” nelle giornate di tempo brutto che, nei mesi scorsi sul territorio carrarese sono state davvero tante.

Sono invece gli avvallamenti sulla carreggiata le cause principali per i danni subiti dalle auto: spesso è la sporgenza del bordo di un marciapiedi che, in una normale manovra di parcheggio, finisce per lacerare il pneumatico.

Quando a pagare è Amia. Una pigna che cade proprio sul cofano dell’auto in sosta. Un ramo che si stacca e colpisce in testa il giovane che sta facendo jogging. E, infine, una radice sporgente sulla strada, che manda a gambe all’aria la pensionata che rientra dalla spesa.Sono molte le cause per il risarcimento danni legate alla cattiva manutenzione del verde pubblico: in questo caso a pagare è Amia, o meglio l’assicurazione della partecipata che si occupa della gestione del verde per conto del Comune.

I “professionisti” della richiesta danni. Forse, hanno solo la sfortuna di camminare con la testa fra le nuvole e in quella buca, sta di fatto che in quella radice sporgente ci inciampano ben più di una volta. Sono una decina i cittadini che hanno presentato, da due fino a quattro richieste di risarcimento danni a Palazzo civico per cadute (di loro stessi o dei figli) provocate - secondo quanto denunciato - dalla cattiva manutenzione delle strade e dei marciapiedi.E c’è pure chi, quasi ogni anno chiede i danni per la caduta in una buca: tanto che l’assicurazione del municipio ha rigettato alcune cause relative a infortuni verificati nello stesso punto della strada.Il segnale positivo, per l’anno in corso, è che il numero dei sinistri sembra essere (almeno il dato di oggi) diminuito: solo un’ottantina con 15 relativi ai danni del vento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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