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Lite tra vicini, ma il legale chiede la perizia psichiatrica

VILLAFRANCA. È una storia di cattivo vicinato, di dissidi per i terreni, per le linee di confine, per i muretti divisori, per le auto posteggiate dove non dovrebbero. Risultato: una lite accesa, una...

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VILLAFRANCA. È una storia di cattivo vicinato, di dissidi per i terreni, per le linee di confine, per i muretti divisori, per le auto posteggiate dove non dovrebbero. Risultato: una lite accesa, una denuncia e un processo. Alla sbarra c’è un quarantacinquenne accusato di lesioni a carico, appunto, del suo vicino di casa.

Ieri in aula a ricostruire l’accaduto c’è la zia dell’imputato: racconta di un nipote sereno fin quando arriva una nuova coppia ad abitare la villetta accanto alla sua. Da allora - riferisce la zia - peggiorano la sua salute fisica e il suo equilibrio psicologico. La lite per cui è a processo - prosegue la donna - lo ha così destabilizzato che per giorni ha dovuto dargli ospitalità perché di tornare a casa sua proprio non se la sentiva. Ed è su quegli aspetti di fragilità psicologica che insiste l’avvocato Roberto Iacopetti: ieri in aula, di fronte al giudice Fabrizio Garofalo, richiede - e ottiene - una perizia psichiatrica per verificare se al suo assistito possa essere riconosciuta la capacità processuale e se sia o meno imputabile.

Durante la prossima udienza presterà giuramento il perito incaricato dal tribunale, quindi vista la sua relazione, il giudice deciderà se l’uomo può o meno sosteere il processo per lesioni.

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