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«Servizi a rischio in Provincia» lavoratori in piazza

«Servizi a rischio in Provincia» lavoratori in piazza

MASSA. Di nuovo in piazza i lavoratori della Provincia. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzati ieri assemblee del personale e un sit in davanti a palazzo ducale per richiamare l’attenzione dell’opinione...

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MASSA. Di nuovo in piazza i lavoratori della Provincia. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzati ieri assemblee del personale e un sit in davanti a palazzo ducale per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sul “baratro” a cui a loro avviso si stanno avviando le province toscane, pronte ad avviare le procedure di pre-dissesto, perché già con il taglio del 2015 non sono in grado di presentare bilanci in equilibrio. «Sono a rischio quindi – denunciano i sindacati – i servizi che la legge Delrio assegna alle province, in primis la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici. A questo si sommano le incertezze sulla continuità dei servizi di protezione civile, della salvaguardia dell'ambiente, il ruolo della polizia provinciale e dei servizi per l'impiego. E poi, va da se, il futuro dei dipendenti delle province stesse».

Intanto, sempre in tema di risorse, il consiglio provinciale ha approvato la rinegoziazione dei mutui accesi da Palazzo Ducale, una manovra che dovrebbe generare, nel corso del 2015, una riduzione delle quote capitali da pagare da parte dell’ente di poco più di 2 milioni di euro. L'operazione, prevista sulla base della legge di stabilità, era considerata fino a poco fa impossibile da effettuarsi. La Provincia ha un'esposizione debitoria di circa 44 milioni di euro e paga un tasso medio del 4,33 %, una durata residua di 13 anni e due mesi e media di 7 anni e sette mesi. La delibera approvata dal consiglio riguarda la rinegoziazione di 120 prestiti per un debito di 37,2 milioni. La strategia di questa rinegoziazione comporta l'allungamento della vita residua dell'indebitamento totale che passa a 26,4 anni, una riduzione della rata complessiva dal 2015 al 2026 ed un incremento dal 2017 al 2044. secondo l'analisi fornita dalla stessa Cassa Depositi e prestiti l'operazione è conveniente perché comporta una riduzione del valore attualizzato dei flussi finanziari pari a 3 milioni e 900 mila euro.

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