Il Tirreno

«Per le botte il barista rischiò la vita»

Testimonianza choc del medico. Accusato di tentato omicidio il giovane che non prestò soccorso

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AULLA. Il barista picchiato, nel novembre del 2013 a Pallerone, ha rischiato di morire, senza che nessuno muovesse un dito. «Ha perso un litro e mezzo di sangue per la rottura della milza - ha testimoniato in aula il medico del Pronto soccorso Daniele Valentini - Se non avesse avuto aderenze nella pancia conseguenza di un precedente intervento non ce l’avrebbe fatta». È stata questa la testimonianza choc, in tribunale, del processo che vede sotto accusa per tentato omicidio Alessandro Porta (difeso dall’avvocato Riccardo Ragusa). Secondo l’accusa il giovane era a conoscenza dell’aggressione e avrebbe quindi concorso ad essa. Non prestando soccorso al barista ferito. La vicenda, nota, è del primo novembre 2013 e coinvolse altre tre giovani. Luca e Francesco Napolitano, avevano avuto un violento alterco con un barista di Pallerone, culminato con una scazzottata a seguito della quale il commerciante dovette ricorrere alle cure ospedaliere e a un successivo intervento chirurgico. Assieme ai due Napolitano sono rimasti coinvolti in tale episodio (con ruoli diversi) altri due giovani: Cristian Bertacchini e Alessandro Porta.

Tre dei protagonisti della vicenda hanno scelto il rito alternativo dell’abbreviato e, proprio nelle scorse settimane, la Corte di appello di Genova ha trasformato da tentato omicidio in lesioni gravi il capo di imputazione a carico dei fratelli Luca e Francesco Napolitano, 21 e 23 anni, di Filattiera, oltre a Cristian Bertacchini, 30enne aullese, loro conoscente. I fratelli Luca e Francesco Napolitano, in precedenza condannati a 6 anni di carcere, hanno visto scendere rispettivamente a 4 anni e dieci mesi e a 4 anni e 6 mesi le loro pene. Cristian Bertacchini, condannato a 4 anni e otto mesi, è sceso a un anno e 4 mesi, pena sospesa.

Il nuovo processo sulla vicenda è a carico di Alessandro Porta. Secondo l’accusa sapeva dell’aggressione e vi avrebbe assistito, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, con le braccia conserte, senza prestare aiuto al barista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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