Il Tirreno

in aula

Massa, investe la moglie con l’auto davanti ai tre figli piccoli

Chiara Sillicani
Aula di tribunale
◗
Aula di tribunale

Lei gli chiede di pagare gli alimenti, lui accende il motore e la trascina per metri
Quarantacinquenne condannato a un anno e 10 mesi di carcere per lesioni gravi

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Insieme costruiscono una vita, disegnano progetti. Fanno tre figli. Poi qualcosa si rompe, arrivano i litigi, gli accessi di rabbia, le urla. E, a complicare il quadro, ci si mettono pure i problemi economici.
L’unica via d’uscita - pensa lei - è la separazione, ma quando la coppia si divide, la situazione si fa ancora più pesante. Fino a quel tragico pomeriggio di tre anni fa quando l’ex marito sale in macchina, lei gli si para davanti e lui, come se nulla fosse, gira la chiave e preme sull’acceleratore, trascina la sua ex moglie per metri fino a farla cadere a terra. Di fronte agli occhi terrorizzati dei loro bambini, di fronte alla grida del più piccolo che lo implora di non far male alla mamma.

Un episodio per cui il giudice monocratico Fabrizio Garofalo pronuncia sentenza di condanna: 1 anno e10 mesi di reclusione e 5.000 euro di provvisionale, vale a dire di “anticipo” sul risarcimento del danno. La pena detentiva sarà sospesa e l’uomo non andrà in carcere solo dopo aver versato i 5.000 euro all’ex moglie.Ieri, in aula, è proprio lei, la madre, a ricostruire l’accaduto. Racconta delle difficoltà economiche a cui la famiglia deve far fronte, dei litigi continui, della separazione. Di un padre che non sborsa un centesimo per il mantenimento di moglie e figli (l’accusa contesta al quarantacinquenne anche il mancato versamento degli alimenti), fino all’episodio clou.

La donna è con i tre figli (sono minori, a loro tutela non facciamo nomi), sono in un negozio, la madre si volta e vede che poco distante, seduto al bar, c’è l’ex marito: lo raggiunge, gli ricorda che non versa gli alimenti e che per loro tirare avanti è dura. Ma il peggio arriva quando la ex moglie chiede la restituzione delle chiavi di un furgone di sua proprietà. È intestato a lei e, visto che di soldi non se ne vedono, chiede almeno la disponibilità del mezzo. L’uomo non sente ragioni - questa la ricostruzione emersa a dibattimento - sale in auto: lei si para davanti al cofano, ma lui, come se nulla fosse, parte e la trascina per metri all’interno di un parcheggio. La donna finisce a terra: la soccorrono due persone sedute ai tavoli del bar. Il bimbo più piccolo non smette di urlare, chiede al padre di fermarsi, di non fare male a mamma. Per tre mesi - riferisce la donna al giudice - non può lavorare per le lesioni riportate, non sa come tirare avanti, sporge quindi denuncia e il marito finisce alla sbarra con l’accusa di lesioni gravi. A confermare la ricostruzione della donna, ieri mattina, anche due testimoni. Il giudice condanna ad 1 anno e 10 mesi cui se ne aggiungono 2 per non aver versato gli alimenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web