Il Tirreno

Più ghiaia e meno sabbia sulla spiaggia dei Ronchi

Più ghiaia e meno sabbia sulla spiaggia dei Ronchi

Sabato lo stop ai lavori anti-erosione, ma in alcune zone non sono ancora finiti Resta il divieto di balneazione “tecnico” su 2,5 chilometri di litorale

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MASSA. Divieto di balneazione “tecnico” su due chilometri e mezzo di costa; arenile transennato, ruspe e camion al lavoro, cumuli di sabbia ovunque. La spiaggia di Marina di Massa – la parte dal Magliano verso sud – si presenta così in questi giorni. Non un’immagine precisamente turistica. Non certo una situazione positiva per i titolari dei bagni che devono spiegare ai loro clienti (pochi in questi giorni a causa del tempo) che la spiaggia ora è così, senza sdraio e senza ombrelloni ma tra poco cambierà e sarà bella e accogliente come sempre. Anche se sarà, almeno in alcune zone e almeno all’inizio della stagione, una spiaggia più “ghiaiosa”. Comincia dunque in emergenza anche questa stagione balneare di Marina: con i cantieri per le opere anti erosione in dirittura di arrivo e con l’impossibilità di portare sabbia fina per completare il ripascimento. Colpa dei lavori partiti in ritardo – più o meno a fine aprile – colpa delle solite lentezze burocratiche che hanno fatto sì che le opere iniziassero a ridosso della stagione. Tanto che la ditta appaltatrice ha chiesto una miniproroga dei lavori: ha chiesto di poter lavorare sulla “cella 4”, vale a dire tra Magliano ne Playa Loca, oltre il 31 maggio indicato come termine ultimo per chiedere i cantieri e aprire ai bagnanti.

Ma tra gli operatori turistici non c’è rabbia, piuttosto un po’di rassegnazione. E la convinzione che questo è il male minore. Dopo il naufragio (in senso letterale e metaforico) dei geotubi – i sacconi di sabbia che avrebbero dovuto fermare l’erosione – è stata adottata un’altra tecnica, più semplice e “naturale”. Si tratta della creazione di una battigia di ghiaia per creare una specie di armatura della spiagia formata da un materiale – sassolini di 5-7 millimetri di diametro – più pesante e consistente della sabbia, che non viene immediatamente “mangiato” dal mare e non finisce in sospensione nelle acque. Questo strato di ghiaia con il tempo si cmpatta e scende in profondità. Ed è a questo punto che viene ricoperto dalla sabbia. La capacità di contenere l’effetto erosivo del mare di questa formula si è dimostrata buona e gli effetti si vedono. Da un anno e mezzo circa non si registrano nuovi gravi fenomeni di erosione. Dice Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana: «Intanto, c’è stato un cambiamento nella direzione lavori e nel modo di approcciarsi al problema da parte della Provincia. Il presidente Narciso Buffoni si è speso molto, ma persiste un problema di lentezza burocratica che ci costringe al questo rush finale. Tuttavia, il grosso dei lavori previsti per la primavera è stato fatto: la linea di costa fra scogliera e scogliere è stata ridisegnata, la spiaggia si è allungata di qualche metro. Soltanto in alcuni punti, in particolare quelli del setto 4 (dove si trovano i bagni Ida, Palmo Mare e gli altri più colpiti dalle mareggiate), gli interventi non sono ancora finiti e non si sa se sarà possibile mettere la copertura di sabbia fine sulla ghiaia».

I lavori, comunque, aldilà della proroga per il setto 4 (ma nel week end non si lavorerà), saranno stoppati sabato 30. Riprenderanno a stagione finita, con interventi sui pennelli (le scogliere) e sulle barriere sotto il pelo dell’acqua parallele alla costa. E con il prossimo autunno», dice ancora Gazzoli, «saremo noi balneari a prendere il pallino in mano. Le risorse pubbliche sono terminate, saranno gli operatori a pagarsi il ripascimento. Come e dove decideranno».

Claudio Figaia

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