Il dolore
Inquinamento ambientale alle cave, primi dissequestri
In tribunale Rina Brizzi, della FB Cave rinuncia al riesame perchè la Procura ha già riconsegnato documenti e file del pc
CARRARA. L'indagine, con tanto di sopralluoghi in elicottero e sequestro di materiale, è partita nelle settimane scorse. Un nuovo filone di indagine sulle cave, legato a doppio filo con il fascicolo sull'alluvione in cui viene contestato il disastro colposo. Nel mirino i ravaneti, o meglio la gestione dei detriti di cave e lo smaltimento die rifiuti che potrebbero essere concausa dell'esondazione del fiume Carrione.
Gli indagati, in questa fase dell’indagine, sono Alberto Franchi e Quinto Ciuffi, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Sam, società che detiene il 30 per cento delle concessioni marmifere, controllata in parte dalla Marmi Carrara (dove siede anche la famiglia Bin Laden); Rina Brizzi, amministratrice di Fb Cave, e Carlo Vanelli della Gemignani e Vanelli Marmi.
L’indagine attuale è partita su ipotesi di illeciti ambientali, e potrebbe unirsi al fascicolo già aperto per l’inchiesta sull'alluvione del 5 novembre scorso (quando crollò un pezzo di muro d’argine), nell’ambito della quale sono indagate sette persone fra tecnici della Provincia e la ditta che ha eseguito i lavori, la Elios srl di Aulla.
In tribunale a Massa, davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Giovanni Sgambati, dove essere discusso il riesame presnetato dall'amministratrice della Fb Cave: ma Rina Brizzi ha rinunciato al riesame perchè, nel frattempo il materiale sequestrato durante i controlli della Forestale, documenti e file del computer, era già stato dissequestrato.
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