Il Tirreno

Alluvione, ora è chiamata in causa anche la Edison

di Alessandra Vivoli
Alluvione, ora è chiamata in causa anche la Edison

Nuovo ricorso al Tribunale delle acque di Torino di una palestra di Aulla Ha avuto danni per centomila euro e punta l’indice sulla gestione della diga

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AULLA. Alluvione di Aulla: si apre un nuovo capitolo per l’ondata di piena che, nell’ottobre di quattro anni fa, mise in ginocchio una comunità intera. E strappò la vita a Claudio Pozzi ed Erica Pavolini.

Un nuovo capitolo davanti a un altro tribunale, quello delle Acque pubbliche a Torino.

A presentare ricorso gli avvocati Alessandro Ravani e Raffaella Lorgna, per conto di Gioacchino Mazzola, titolare di una palestra di Aulla che, per l’alluvione dell’ottobre del 2011, riportò centomila euro di danni (Mazzola si costituirà anche parte civile nel processo in corso e sarà rappresentato dall’avvocato Raffaella Lorgna).

La perizia. La relazione di un ctu, il professor Gardenghi nominato dal tribunale delle acque, che, per la situazione di Mulazzo e i danni ingenti riportati a una proprietà, aveva risposto a un quesito ben preciso: «se vi siano state nel corso e/o precedentemente all’evento alluvionale, violazioni di norme giuridiche e tecniche ovvero di regole di comune prudenza, diligenza e/o perizia, ascrivibili agli enti preposti alla cura, prevenzione e tutela del territorio, nonchè alla società di gestione dell’opera di sbarramento collocata a monte della proprietà in questione che ha presentato il ricorso». Gli avvocati Ravani e Lorgna chiederanno al Tribunale regionale della Acque di estendere la perizia non solo al versante di Mulazzo, ma anche al percorso intero della diga nel versante di Aulla

Le responsabilità della Edison. Il ctu a Torino lo mette nero su bianco: durante l’evento del 25 ottobre del 2011 al raggiungimento alle ore 14 di un incremento orario di 505.000 metri cubi all’ora, (cioè oltre cinque volte quello precedentemente richiamato) lo scarico di fondo era ancora chiuso. L’apertura dello scarico anticipata di almeno un’ora avrebbe consentito di mantenere l’acqua al di sotto del livello di guardia.

«In conclusione - si legge nella perizia - si richiede che alla Edison spa possano essere ascritti profili di responsabilità in termini di violazioni di norme giuridiche e tecniche e inoltre si ritiene che siano state violate anche le regole di comune prudenza, diligenza e perizia nei controlli di livelli e delle manvore».

Il nuovo ricorso. Un nuovo ricorso, lo presenteranno il 17 giugno prossimo gli avvocati Ravani e Lorgna, nei confronti dell’Autorità di Bacino, il Comune di Aulla, la Pizzarotti, Italfer, la Provincia di Massa Carrara e l’Unione dei Comuni.

Il processo in corso. Undici a processo per disastro colposo e omicidio, a seguito dell’inchiesta sull’alluvione di Aulla, del 25 ottobre 2011, in cui morirono due persone.

Rinviati a giudizio il senatore Lucio Barani, sindaco di Aulla negli anni precedenti all’alluvione; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela, quest’ultimo indagato anche per il crollo dell’argine del Carrione durante l’alluvione dello scorso 5 novembre a Carrara; Roberto Simoncini, sindaco al momento dell’alluvione e il suo vicesindaco Gildo Bertoncini; Giovanni Chiodetti, ex assessore comunale alla protezione civile e i dirigenti del Comune di Aulla Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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