Il Tirreno

Giannarelli (M5S) e il suo piano per un’altra Toscana

Giannarelli (M5S) e il suo piano per un’altra Toscana

Nella sua città il candidato governatore punta l’indice su una sinistra che ha prodotto buchi e disoccupazione

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Inizia da Piazza delle Erbe Giacomo Giannarelli, come richiamo a quel 7 luglio 1944 dove le donne carraresi vinsero i tedeschi "col coraggio di scegliere la strada più difficile ma più giusta". Poi il primo candidato carrarese alla presidenza della Regione Toscana raggiunge una Piazza Alberica quasi gremita per l'ultimo comizio nella sua città, affrontato con accanto le senatrici cittadine Bottici e Paglini, il deputato Carlo Martelli e i candidati consiglieri regionali della circoscrizione: Piccinini, Giuntoni, Belloni e Vaira.

Giannarelli rilancia i temi della sua lettera aperta ai concittadini «mi chiedono "sei di destra o di sinistra?" io rispondo "sono di Carrara" perché già i nostri nonni avevano capito come ragionando con le bandiere non si entra mai nel merito delle questioni importanti per i cittadini, e qui lo sappiamo bene: è di sinistra arrivare al 57,60% di disoccupazione giovanile in questa zona? Si dovrebbero solo vergognare».

E da lì la sua denuncia comulativa alla giunta Zubbani e a quella Rossi «siamo il secondo comune più indebitato d'Italia con la giunta indagata e anche Rossi è indagato per il buco da 400 milioni dell'ASL di Massa-Carrara dove coi nostri soldi si sono comprati rolex e cani da caccia, lo stesso Rossi che prima del referendum dice sì all'acqua pubblica e nel novembre stesso la privatizza. Questa gente non ha il minimo pudore politico, in qualsiasi paese europeo si sarebbero dimessi e invece qui si ripresentano anche alle elezioni: ma li tireremo giù noi». La piazza applaude inizia a gridare "onestà".

Ma Giannarelli è esempio del cinque stelle di proposta, i toni scendono e inizia il racconto puntuale di «quale regione sarebbe se andassimo noi a governarla».

Una Toscana "da sesta in Italia per afflusso di turisti a prima" puntando su turismo culturale e sportivo, sostegno agli operatori "con corsi di formazione sulle lingue straniere e digitalizzazione dell'impresa" e garantendo infine «quei piccoli interventi di mobilità sostenibile che in tutta Europa riescono a fare con poco e in breve tempo e noi finalmente faremo».

Poi il richiamo a Carrara «abbiamo scultori di fama mondiale che vengono nei nostri studi quasi di nascosto, col loro sostegno e con un'Accademia di Belle Arti pulita dalla partitocrazia possiamo diventare un polo di turismo culturale centrato sull'arte e possiamo rendere il nostro porto funzionale a questa vocazione e fermare altre colate di cemento capaci di devastare ancora di più la nostra costa».

Nel frattempo si diffonde la notizia che possa arrivare Beppe Grillo, Giannarelli sorride «Beppe è il dito che ha indicato la luna, ma il Movimento è pronto per camminare con le sue gambe, voleva farci una sorpresa e lui è così, magari è in mezzo a voi e non lo riconoscete».

Da ultimo il richiamo al dramma della gestione rifiuti nel territorio "siamo al 35% di raccolta differenziata, paghiamo il 20% in più di imposte e siamo una delle tre aree di crisi complessa della regione: è tutto collegato, noi attueremo la strategia rifiuti zero, arriveremo oltre l'80% di raccolta differenziata e creeremo così dieci volti i posti di lavoro del sistema dell'incenerimento. Ogni milione di tonnellate di prodotto riciclato creiamo 2.000 posti di lavoro, sono dati scientifici non promesse elettorali. Noi lo faremo".

E chiude con l'accusa finale a Rossi «vengono ora a firmare qui accordi di programma falsi, con cifre false e cercano ancora una volta di prenderci in giro promettendo del lavoro che per le loro politiche nazionali ed europee sanno di non poter garantire.

Guardatevi il bilancio previsionale della Regione Toscana alla voce "spese per investimenti": 1,7 miliardi di euro per il 2015, 26 milioni per il 2016 e 21 milioni per il 2017, ovvero - 98,7%.

I soldi per questi accordi non li hanno stanziati, sono mutui ancora da sottoscrivere quindi altri debiti per noi, altri regali alle banche, come quei 14 milioni di euro che regaliamo come Regione Toscana tramite i derivati».

I suoi gridano "onestà", lui sorride «occhio che dicono sia reato, come scrive il Vernacoliere».

Mentre lascia il palco una nota: «il 31 maggio andate a votare, esercitate quel diritto a scegliervi un futuro migliore, altrimenti qualcuno avrà già scelto per voi. E a chi non vuole andare a votare spiegategli che così ha già scelto Enrico Rossi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web