Il Tirreno

Traffici a meno 15% ma il porto investe

di Cinzia Carpita
Traffici a meno 15% ma il porto investe

Arriva un’altra maxi gru da 3,5 milioni. L’amministratore: crisi nell’area tirrenica, chi si ferma è perduto, Marghera cresce

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CARRARA. I traffici portuali a Marina soffrono, come soffre tutta l’area tirrenica, ma la Porto di Carrara spa investe: è la politica del non arrendersi. La società ha acquistato una nuova maxi gru da 150 tonnellate, una Gattwald da 3 milioni e mezzo di euro, che farà salire a undici il parco mezzi di questi giganti del sollevamento merci.

L’amministratore delegato Paolo Dello Iacono, spiega che la nuova gru arriverà via nave il 29 prossimo e i pezzi verranno montati in porto. «I traffici sono diminuiti: nei primi sei mesi di quest’anno c’è stato un calo del 10-15% rispetto al 2014, ma a soffrire è tutta l’area tirrenica. Porto Marghera invece fa volumi di merci da paura, tonnellaggi in eccellente aumento anche se di prodotti più poveri. E ciò grazie ai mercati come il Triveneto, l’Austria, e anche la Turchia. Qui, meno male che c’è il Nuovo Pignone, che ora riparte con nuove spedizioni».

Le altre merci come vanno? «Il marmo bianco in blocchi e i granulato non stanno andando tanto bene in esportazione, ma dipende dal fatto che in vari Paesi ci sono tensioni. Diciamo che il mercato è in stallo. Ma noi non ci scoraggiamo, chi si ferma è perduto, per cui noi investiamo. Investiamo anche se a volte il territorio ci disprezza. Attendiamo il dragaggio del porto, per avere fondali di dodici metri (è previsto in inverno), per attrarre i traffici di cellulosa che ora vanno a Livorno, e per accogliere navi più grandi. L’anno prossimo potremo, con fondali adeguati, cercare armatori con grandi navi.... Mi auguro che colui che sarà il prossimo presidente degli industriali di Massa Carrara abbia a cuore, come Giuseppe Baccioli, gli interessi di questo porto, che è una realtà che dà garanzie, geograficamente strategico. Se avesse già anche migliori collegamenti...».

Si riferisce alle infrastrutture sul territorio (viabilità, binari, e altro). E’ atteso entro la pausa estiva (come hanno dichairato il governatore della Toscana Enrico Rossi, e il vice ministro alla presidente del consiglio Claudio de Vincenti), l’accordo di programma per la reindustrializzazione della zona di Massa Carrara.

«Io non credo tanto alla ripresa che ci sta raccontando Renzi – dice Dello Iacono – ma credo nelle potenzialità di questo porto».

E che ne pensa del disegno all’esame del governo, di accorpamenti delle Port Authority? Marina andrebbe con le liguri Savona, Genova e La Spezia. Sarà meglio o peggio?

«Sono d’accordo con il presidente Messineo, non credo sarebbe una bella cosa. Noi in Toscana, le altre in Liguria. L’ambito locale non sarà molto agevolato. Il nostro porto è il primo in Italia come valore aggiunto delle merci imbarcate, grazie al Nuovo Pignone; purtroppo questo dato non è uno dei parametri che ci farà conservare la Port Authority da sola. C’è anche una legge capestro del ministero dei trasporti: non conta l’Iva sull’esportato, per cui alla nostra Authority arrivano pochi contributi. Anche se l’operazione accorpamenti non sarà a breve termine, la ritengo comunque contraddittoria. Chi tutelerà il dragaggio a Marina per far arrivere nuove navi? Noi siamo il porto più estremo dei 4 dell’accorpamento. Rimarremo il porto della Ge.Oil... Politicamente a Carrara contiamo poco, e chi ci ascolterebbe in un’altra Regione? Sarebbe meglio pensare alle specializzazioni dei porti».

Quindi boccia l’idea di accorpamento delle Authority che sta venendo a vanti?

«Occorre cercare di capire con chi fare il gemellaggio, evitando il pestaggio di piedi fra le Autorità portuali. Meglio essere autonomi o al massimo unirci con porti vicini ma diversificando le specializzazioni, per evitare concorrenze. Ora noi abbiamo meno peso di Genova, verremmo schiacciati, credo. Ma se l’accorpamento di cui si parla, verrà importo dal governo centrale...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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