Il Tirreno

Sorprende la moglie in auto con l’amante

Sorprende la moglie in auto con l’amante

Carrara, il coniuge tradito ha mandato in ospedale il rivale, ora è a processo

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CARRARA. Lei, l’amante, era andata a fargli un saluto, all’agenzia di scommesse di cui lui era contitolare e in cui lavorava.

Lui è uscito dal negozio e si è seduto in auto, dalla parte del passeggero. Quando - così ha raccontato in aula davanti al giudice di pace Francesca Maggio e al pm Lara Navarrini - ha sentito aprire di scatto la portiera. Si è trovato di fronte il marito della sua amante ed è stato raggiunto, nel giro di pochi attimi, da una scarica di pugni: «Tre li ho contati, poi non ce l’ho più fatta».

L’uomo è stato poi trascinato fuori dalla macchina: «E il marito della donna che io frequentavo da due anni ha continuato a picchiarmi. Mi ha minacciato urlandomi contro: “Non finisce qui, ti ammazzo, ti vengo a cercare”. E mi ha offeso, con parole pesanti davanti alla gente che si era radunata in via Venezia».

Sul posto era quindi arrivata l’ambulanza: l’amante ferito era stato portato in ambulanza al Pronto soccorso.

La vicenda risale al gennaio del 2011 ed è finita davanti al giudice di pace dove ieri mattina si è aperto il processo a carico di G.B. (il marito che ha dato in escandescenze) che si ritrova sotto accusa per lesioni ed è assistito dall’avvocato Andrea Lazzari.

Ieri in tribunale a Carrara è stata sentita la parte lesa, L.V. che ha raccontato la sua versione dei fatti.

«Ero nella mia agenzia quando è venuta a trovarmi la signora che frequentavo da due anni (D.P.) - ha riferito in aula la parte offesa - Non era la prima volta che ci vedevamo lì a Marina, anzi lei passava a salutarmi quasi tutti i giorni. Anche quel pomeriggio sono uscito e sono salito in macchina. A un certo punto mi hanno aperto la portiera e mi sono trovato di fronte suo marito che mi ha colpito con vari pugni sul volto. Lei la donna, ha provato a mettersi in mezzo, per placare il marito, ma non c’è stato nulla da fare. Lui mi ha preso di peso e trascinato fuori dalla macchina: era pomeriggio e si sono radunate intorno a noi una trentina di persone, anche dal bar vicino, per cercare di riportarlo alla calma. Nel frattempo lui continuava a minacciarmi dicendo che non sarebbe finita lì e che sarebbe venuto a cercarmi. Qualcuno, vedendomi a terra e con il volto tumefatto aveva chiamato l’ambulanza e mi hanno poi portato al pronto soccorso».

Questa la versione dei fatti della parte offesa, nella prima udienza del processo che si è aperto dal giudice di pace.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 28 settembre per sentire alcuni testimoni presenti quando avvenne l’episodio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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