Il Tirreno

La carica dei 180 artisti

di Luca Borghini
La carica dei 180 artisti

Con Studi Aperti Carrara si riappropria di luoghi e idee: marmo, e non solo

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CARRARA. La città si riappropria dei suoi spazi, della sua arte e delle sue idee. Lo fa con due giorni dedicati agli artisti che vivono e lavorano a Carrara, un momento di incontro tra loro e i visitatori provenienti, in buona parte, da fuori città.

Seconda edizione, 180 artisti, 8 quartieri, decine e decine di studi, ateliers, laboratori aperti. Studi Aperti mostra la città che non si conosce. Mostra il tessuto vivo e vivace degli artisti in città che non sono per forza nomi noti ma che sono una comunità che può dare molto alla città che la ospita. Giri le strade del centro città, dei paesi a monte (Bedizzano, Codena, Castelpoggio e Torano), di Avenza e di Carrara e scopri la rete degli artisti in città.

Sono tanti e non tutti necessariamente lavorano il marmo. Una felice scoperta per chi vive in città, un momento speciale per gli artisti stessi che si ritrovano in una manifestazione tanto semplice quanto efficace, e una iniziativa molto apprezzata dai turisti, molti dei quali amanti dell'arte, che giungono in città proprio per poter visitare gli studi. Il punto di forza della manifestazione è la semplicità e le modalità di organizzazione.

Gli studi vissuti tutti i giorni dagli artisti si aprono alle porte dei visitatori. Come non accade mai in città, eppure questa dovrebbe essere la prima vocazione di Carrara, città del marmo con una storia millenaria alle spalle.

C'è voluta una idea semplice eppure così forte per mostrare alla città la sua parte artistica troppo spesso dimenticata a favore di nomi noti che però sono solo una cornice dell'attività artistica carrarese.

«E' una bella iniziativa per noi artisti e per la città - spiega l'artista Valentina Pazzini che proprio in queste settimane espone tre sue opere alla Biennale di Venezia - chi arriva in città può vedere i laboratori artistici e rendersi conto di quanti artisti siano residenti a Carrara. Per noi artisti, invece, è un momento per conoscerci di più, per stare tutti assieme e per poter avere un momento tutto nostro».

Il bello (pur essendo quasi un limite) della manifestazione è che si apre a tutti i laboratori della città senza concentrare in un luogo unico il lavoro quotidiano di decine di artisti.

«Spesso si dimentica di quanti artisti lavorino in città - prosegue Pazzini - si tende a pensare ai robot oppure ai nomi importanti, invece con questa due giorni si può conoscere da vicino l'attività, spesso anche artigianale, degli artisti che vivono in città».

La formula così affascinante e così vincente di Studi Aperti dura due giorni, per cui c'è ancora tempo oggi (dalle 14 alle 21) per visitare i laboratori. La mappa è disponibile in molti punti in città oppure sul sito ufficiale della manifestazione. Chi si aspetta il solito percorso da manifestazione culturale tradizionale rimarrà deluso.

A Carrara Studi Aperti in un solo giorno si può anche correre il rischio di non riuscire a vedere tutti i laboratori aperti. Per muoversi ci si deve dimenticare i percorsi agevolati o i bus navetta; dove si può si raggiungono i laboratori a piedi ma per muoversi dalle località è necessaria la macchina. Un limite? Decisamente no. E' il valore aggiunto di una manifestazione costruita per essere una risorsa di arte messa a disposizione dei visitatori.

Ed è una formula che funziona. Se poi si aggiunge l'adesione di bar e la presenza di esposizioni collaterali, l'iniziativa si può già dire essere riuscita. Infine, notiamo assieme all'artista Francesco Cremoni che in Studi Aperti si trovano artisti emergenti assieme ad artisti affermati:«E' il bello di questa iniziativa. Qui non ci sono differenze, gli artisti, che siano giovani o meno giovani, aprono i loro studi ai visitatori. L'aspetto più importante di Studi Aperti è che riesce a emergere il mondo sommerso di artisti che vivono e lavoro in città». L’appuntamento con Studi Aperti prosegue anche per tutta la giornata di oggi. Tante le mostre, gli allestimenti e, più semplicemente gli spazi ritrovati che si possono visitare e che diventano fruibili in un unico circiuito che unisce il centro città alla periferia, fino ai paesi a monte.

Un evento, quello di Studi Aperti che la città ormai ha fatto proprio: nella giornata inaugurale, nonostante la pioggia battente, molti, anche da fuori Carrara, hanno visitato gli studi e gli spazi aperti per l’occasione. Per una vera e propria full-immersion nel’arte e nel Dn della città. La pagina Facebook dedicata all’evento che ha superato i 2000 “mi piace”. A sostenerli alcune attività commerciali e punti ristoro del territorio che hanno deciso di aderire alla manifestazione, garantendo l’apertura durante il week en. In concomitanza con “Studi Aperti”, una serie di sedi espositive organizzerà aperture “straordinarie” mentre entrerà ufficialmente nel vivo anche l’Open day dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con mostre a Palazzo del Principe, al Centro Arti Plastiche e al Museo del Marmo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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