Il Tirreno

dentro l’urna la rabbia dei cittadini

Fontia per protesta non vota

Fontia per protesta non vota

Lo ha deciso l’assemblea degli abitanti per i problemi del paese irrisolti

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CARRARA. Gli abitanti di Fontia riuniti in assemblea hanno deciso: non andranno a votare domenica 31 prossimo. Non è una contestazione diretta alle elezioni regionali, ma nei confronti della politica (e di chi amministra il territorio) che ritengono non abbia in questi anni fatto molto per il paese che lamenta tanti problemi irrisolti. A cominciare dalla viabilità disastrata.

Venerdì sera all’assembla hanno partecipato una cinquantina di abitanti, su circa 180 elettori aventi diritto al voto. «Ma c’erano anche singoli rappresentanti di famiglie, per cui – spiega Cristinao Corsini presidente del Comitato Vivere Fontia e della Pro loco – prevediamo che le urne saranno disertate in massa, o quasi. Se qualcuno vorrà andare a votare ovviamente è libero di farlo». Il seggio è presso la sede locale della Pubblica assistenza.

In paese ora si stanno organizzando per raccogliere le schede elettorali e portarle in Comune.

La protesta è cresciuta negli utlimi tempi. La strada provinciale è piena di frane, ce ne sono sei, ma gli abitanti temono altri smottamenti.

Vorrebbero un servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, come quello che Amia fa in altre frazioni. Vorrebbero un parcheggio per evitare di lasciare le auto in sosta lungo la strada.

Lamentele anche per il servizio di trasporto pubblico dei bus: «L'ultima corriera nei giorni feriali – ha spiegato nei giorni scorsi Corsini – viene su alle 17 da Fossola. Chi finisce di lavorare in città dopo le 17 e non ha l'auto, deve procurarsi dei passaggi. Disagi anche per chi in estate vuole andare al mare. Per abitare a Fontia devi avere la macchina o farti trasportare da altri».

Problemi anche per fare la spesa: a Fontia non ci sono più botteghe alimentari.

Sulla via pedonale che attraversa il paese, cresce l’erba, e gli abitanti vorrebbero che fosse ripavimentata, anche per evitare cadute.

Insomma, dopo proteste nel corso degli anni, ora il paese gioca anche la carta della protesta elettorale. Chissà quale affluenza registrerà il seggio.

(c.car.)

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