La manifestazione
Burocrazia elefante: 234 giorni per avere risposte dai Comuni
Massa Carrara, l’allarme delle imprese al “salotto” nel capannone Chean Edilizia ancora giù e appalti in mano ad aziende non locali
MASSA CARRARA. 234 giorni di attesa per avere una risposta dagli enti locali, 7milaeuro l'anno i costi dell'inefficienza che gravano sulle imprese senza contare la pressione fiscale che ormai hai superato il 60%. Enti locali ed imprese ancora troppo lontani nonostante i proclami ed i tentativi di avvicinare due mondi che viaggiano a velocità diverse. Ma anche occasioni sfumate che hanno portato scarsissime ricadute sul territorio come il mega cantiere dell'Ospedale Unico Apuano ed occasioni da non perdere come la firma del protocollo d'intesa relativo agli interventi di riqualificazione dell'area industriale apuana. Sono alcuni degli spunti dell'inedito salotto allestito all'interno del capannone artigianale della Chean di Sergio Chericoni.
La sua azienda, specializzata nello smaltimento di amianto e nell'edilizia, è stata la prima promotrice del progetto Adotta 1 Strada ed è una delle realtà imprenditoriali più attive e dinamiche del territorio. A parlare, tra impalcature, muletti e attrezzi, alcuni dei protagonisti della filiera che collega enti locali ed imprese. Le imprese con Giorgio Gronchi, presidente de La Victor, una delle principali cooperative che operano sul territorio provinciale; Mirko Felici, presidente nazionale Confartigianato Lapideo; Roberto Venturini, segretario Fillea Cgil; Gianni Lorenzetti, assessore ai Lavori Pubblici a Montignoso; Loris Rossetti, presidente della Commissione Agricoltura della Regione. In platea tanti imprenditori e rappresentanti delle associazioni di categoria,Confartigianato con il presidenze Ezio Bertazzoni e Cna con Paolo Bedini e della politica locale. Su un punto tutti sono concordi: gli sforzi fatti sino ad oggi non bastano. «Tra i territori e Roma - ha spiegato Lorenzetti - c'è una distanza abissale. I comuni dovrebbero essere un punto di riferimento per icittadini e le imprese, purtroppo le regole del Governo centrale ogni anno ci sottraggono risorse. Non è facile. Le uniche risorse che sono arrivate sul nostro territorio sono arrivate dalla Regione Toscana: risorse per la messa in sicurezza e per la scuola».
Si è parlato anche dei bandi per le opere pubbliche: «il vero nodo - ha spiegato ancora - è che quando fai un bando non sai mai chi ti troverai davanti». Per Venturini 'l'eccesso di ribasso nelle gare «è il nocciolo della questione. In Italia - ha spiegato - gli appalti costano più che altrove a causa dell'eccessiva proliferazione delle stazioni appaltanti». L'esempio negativo è quello dell'Ospedale Unico: «I soldi di quell'appalto sono andati tutti fuori. Il 90% dei lavoratori erano extracomunitari: costano meno e sono facilmente ricattabili mentre un'impresa locale non sfugge alle regole». Concordi anche sul fatto che il motore della nostra economia transiti da edilizia e lapideo: «Dall'inizio della crisi gli occupati nel settore dell'edilizia sono passati da circa 3mila a 1.600. Il paese non riparte se non facciamo ripartire i cantieri».
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