Gioco
Zona industriale, rinascita da 74 milioni
Firmato il protocollo tra Governo, Regione, Enti locali, Port Authority. Entro l’estate l’accordo di programma con i soldi
MASSA. «Entro la pausa estiva firmeremo l’Accordo di programma per la provincia di Massa Carrara»: lo dice il governatore della Toscana Enrico Rossi, lo dice Claudio De Vincenti sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, che ben conosce tutta la pratica che ieri a Palazzo Ducale ha portato intanto alla firma del Protocollo d’intesa, fra Governo, Regione, Provincia, Comuni di Massa e Carrara, Port Authority. «Un risultato storico», hanno detto tutti, compreso il consigliere regionale Loris Rossetti verso il quale Rossi ha avuto parole di ringraziamento come verso «gli altri consiglieri della zona. Un protocollo d’intesa voluto. Chiunque sarà il futuro presidente della Regione, potrà rivendicare a Roma l’Accordo di programma». De Vincenti è venuto da Roma fino a Massa per siglare il Protocollo, come atto significativo «per un accordo (quello llo firmeremo a Roma) che avrà le gambe grazie alla cooperazione fra governo e comunità locali. La costa toscana ha bisogno di ripartire per riunirsi al resto della Toscana e del Paese. L’accordo già fatto a Piombino è un caso-scuola». «Nel Protocollo c’è tutto quello che serve», ha detto il sindaco Angelo Zubbani, facendo anche presente a De Vincenti che l’area ex Enichem necessita di una particolare attenzione ministeriale, per la bonifica; e il primo cittadino di Massa, Alessandro Volpi ha sottolienato l’importanza di affrontare i problemi a livello di sistema per rendere il territorio più attrattivo. Il presidente della Provincia narciso Buffoni ha ricordato che anche i sindacati hanno avuto un ruolo importante per questo primo risultato. Tra i firmatari, Francesco Messineo presidente dell’Autorità portuale.
Il protocollo (i cui rientra anche Rfi) detta le linee di intervento, nell’accordo verranno anche stabilite le risorse necessarie, si parla di 74 milioni di euro. Quattro obiettivi: ambiente-bonifiche, infrastrutture-porto, reindustrializzazione, politiche del lavoro. Rossi ha insistito sul fatto che la costa è la parte più debole della Toscana, quindi ora si pensa alle bonifiche, alla sistemazione idraulica della zona industriale, ad egevolazioni per le imprese che investono qui.
Il primo asse. Riguarda interventi di riqualificazione ambientale ed è suddiviso in due azioni: interventi prioritari per il progetto di bonifica della falda nelle aree Sin-Sir: aggiornamento e integrazione della caratterizzazione della falda, progettazione preliminare dell'intervento di bonifica e messa in sicurezza. Rientra in questa azione anche tutta una serie di attività di semplificazione delle procedure. La seconda azione: mitigazione del rischio idrogeologico nella Zona Industriale Apuana con particolare riferimento all'adeguamento di tutta l'asta del torrente Ricortola, quello idraulico di alveo, sponde ed argini del Fosso Lavello, compreso il rifacimento dei ponti di via Massa Avenza e Depuratore, e delle tombature, e adeguamento delle sezioni e delle tombature dei fossi in zona Dalmine.
Il secondo asse. Reindustrializzazione e riqualificazione produttiva, potenziamento delle infrastrutture. La logistica portuale: qui entra in gioco il progetto del Water front, con la creazione di un nuovo varco di accesso al porto tramite ponte sul Carrione e la razionalizzazione del sistema viario di accesso al porto direttamente dalla viabilità provinciale; la risistemazione della viabilità e del varco di accesso di Ponente al porto mediante la demolizione e la delocalizzazione dei manufatti esistenti; interventi di mitigazione dell'impatto ambientale e paesaggistico dell'infrastruttura portuale mediante la realizzazione di un percorso pedonale a diretto affaccio sul mare.
Oltre al Water fronte (che costerà una trentina di milioni di euro) nel protocollo sono inseriti il dragaggio del porto per aumentare i fondali e interventi di ampliamento ed efficientamento della rete ferroviaria portuale; la realizzazione di impianti ed attrezzature per lo sviluppo dei traffici commerciali e passeggeri del porto. Nella seconda azione è previsto un intervento per migliorare il collegamento ferroviario tra zona industriale, porto e la stazione di Massa Zona (tramite intesa tre Tfi e ministero dei trasporti). Terza azione: incentivare gli investimenti per nuove unità produttive o per ristrutturare quelle esistenti.
Il terzo asse. E’ dedicato alle politiche attive del lavoro e alle misure per il reimpiego del personale. Lo scopo è ridare un occupazione al personale escluso dai cicli produttivi.
Prima della firma, Messineo ha esternato a De Vincenti le sue preoccupazioni per il disegno di accorpamento delle Port Authority «che ne ridurrebbe l’autonomia. Allontanare i centri decisionali può rendere meno efficaci le azioni sui territori. Qui contiamo un posto di lavoro ogni 3mila tonnellate di merce. Non è poco».
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