Gioco
squadra mobile
Vuole truccarsi, ma papà la picchia Quattordicenne tolta alla famiglia
La ragazzina è stata affidata a una struttura: aveva raccontato tutto a una compagna di scuola e poi era intervenuta una professoressa
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MASSA. Lei stava crescendo a vista d’occhio e stava diventando proprio una bella ragazzina di quattordici anni, che cercava in tutti i modi di assomigliare alle sue amiche. Ma aveva un problema: i suoi genitori non volevano che si allontanasse troppo dalle tradizioni di famiglia e dalla sua religione. Quella musulmana. Perché la giovane è nordafricana e soprattutto lo sono mamma e papà. Rigidi. Così le vietavano di mettersi il rossetto, le impedivano di truccarsi gli occhi e via discorrendo. Se poi la trovavano a parlare con un coetaneo erano dolori. Dolori reali, visto che è stato accertato che l’adolescente veniva picchiata prima di essere segregata nella sua cameretta, stanza che il padre chiudeva a doppia mandata.
Lei disgustata da quella vita sempre più opprimente, quasi da reclusa, un giorno a scuola si è sfogata e ha raccontato all’amica del cuore quello che succedeva tutte le volte che voleva essere come le altre compagne. Una confidenza che la coetanea non ha tenuto per sé, ma l’ha svelata alla professoressa di lettere. La docente non ci ha pensato su un momento e ha denunciato il fatto alla squadra mobile. E gli uomini di Antonio Dulvi Corcione hanno voluto vederci chiaro, scoprendo che quel racconto non era il frutto delle sue fantasie, ma una triste realtà. Il fascicolo è stato inviato al tribunale dei minori con l’ipotesi del reato di abuso dei mezzi di correzione. Scattata la denuncia la ragazzina è stata tolta alla famiglia e portata in una struttura (una sorta di casa famiglia) individuata dai servizi sociali del Comune di Massa. La nuova esistenza sembra essere gradita alla quattordicenne che finora non ha mai chiesto di mamma e papà.
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