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Aliquota Irpef, ecco gli scaglioni

Aliquota Irpef, ecco gli scaglioni

Intesa fra Comune e sindacati, Imu e Tasi più pesanti per le fasce più ricche

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MASSA. “Chi più ha, più paga”. Dovrebbe essere sempre così, lo sarà anche per l’addizionale Irpef, cioè quella quota aggiunta di imposta sulle persone fisiche che finisce nelle casse dei Comuni. Fino ad oggi, a Massa, c’era una aliquota fissa dello 0,7% sul totale pagato dal cittadino. Dai prossimi mesi, dopo l’approvazione del bilancio prevista a giugno-luglio, cioè, ci saranno diverse aliquote, a seconda del reddito. Oltre alla soglia di esenzione (che già esiste) di 12mila euro, chi ha un reddito fino a 15.000 euro pagherà un’aliquota Irpef dello 0,65% che salirà a 0,70% per lo scaglione fino a 28.000 euro: a 0,71% per quello fino a 55.000; a 0,79 % per lo scaglione fino a 75.000 euro e a 0,80 per i redditi superiori a quella soglia.

È il frutto principale dell’accordo raggiunto fra l’amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Un accordo di “redistribuzione” che piace ai sindacati perchè, dice Andrea Figaia, segretario provinciale Cisl, «si fonda su un bel principio: quello di fare pagare di più a chi più ha e di difendere il reddito di chi meno ha»; e all’amministrazione. Perchè, sottolinea l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili, «è la realizzazione del nostro programma».

L’intesa Comune-sindacati, non si ferma però all’Irpef. Se l’introduzione delle aliquote è “cosa fatta” (anche se l’addizionale dovrà essere approvata dal consiglio comunale), c’è un forte impegno per estendere il principio alle altre imposte comunali. Così sull’Imu (imposta sulle seconde case), il Comune conferma che terrà alte le aliquote per capannoni e appartamenti tenuti vuoti e alleggerirà l’imposta per chi affitta a canone concordato. Una manovra mirata a sostenere chi ha pochi soldi e bisogno di casa e a favorire l’affitto di strutture produttive per rilanciare l’economia. Correttivi collegati all’Isee ci saranno anche sulla Tasi (la tassa sulla prima casa) e sulla Tari (rifiuti) con l’impegno, in quest’ultimo caso, a favorire i comportamenti virtuosi. Impegno anche a non aumentare i servizi a domanda individuale (mense, asili ecc.) revisionando però, lo sottolinea Isa Zanzanaini della Cgil, le soglie di agevolazioni previste dal Comune, che sono rimaste invariate mentre il coalcolo del nuovo Isee alza mediamente la “ricchezza” dei cittadini. L’intesa, infine, prevede l’aumentoe l’allineamento della tassa marmi alle normative regionali e la promozione di un tavolo sul trasporto pubblico locale.

Obiettivo dei sindacati è di estendere questo accordo agli altri Comuni della provincia. Cosa non facile, a quanto pare: «Il Comune di Carrara ha inspiegabilmente bloccato ogni trattativa su questo fronte», denuncia Figaia della Cisl.(c.f.)

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