Gioco
Primo round dal gup: pioggia di memorie difensive, poi il rinvio
Il giudice Antonia Aracri dopo un’ora e mezzo ha aggiornato l’udienza al prossimo 25 giugno
CARRARA. Un’ora e mezzo di udienza preliminare, in tribunale a Massa davanti al gup Antonia Aracri, che si è conclusa con la non ammissione della parte civile, l’associazione Oro Bianco che si è costituita con l’avvocato Vittorio Briganti. E con un rinvio secco al prossimo 25 giugno alle ore 15: nel frattempo il giudice esaminerà il copioso fascicolo di memorie difensive presentate agli avvocati dei quindici indagati dei quali in aula, ieri mattina alle 9, si sono presentati solo il sindaco Angelo Zubbani e il vicesindaco Andrea Vannucci.
Gli indagati. Gli indagati eccellenti. Per l'inchiesta sui presunti sconti sulla tassa marmi, che ha portato 25 milioni in meno nelle casse comunali, le richieste di rinvio a giudizio riguardano tutti coloro iscritti, già a suo tempo, dopo le prime fasi dell’inchiesta, nel registro degli indagati. Una quindicina di nomi eccellenti dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani a 5 assessori in carica (Andrea Vannucci, Giuseppina Andreazzoli, Giovanna Bernardini, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi), tre ex assessori (Andrea Zanetti, Giovanni Nannini e Roberto Dell'Amico), due dirigenti comunali, Marco Tonelli e Stefano Pennacchi, oltre ai 4 rappresentanti provinciali di Legacoop (Chiara Grassi), Confartigianato (Gianfranco Oligeri), Cna (Antonio Chiappini) e Massimo Maggiani (Api). La Procura ha individuato, sia nel Comune che nelle associazioni di categoria che hanno sottoscritto gli accordi, “responsabilità penali in ordine al reato di abuso di ufficio (art. 323 del Codice penale)”.
Le accuse. L'ipotesi accusatoria è quella secondo cui amministrazione e associazioni di categoria avrebbero "alleggerito" negli ultimi cinque anni la tassa marmi, portando meno introiti nelle casse municipali. Il capo di imputazione contestato è abuso di ufficio per aver fatto pagare meno tasse (inferiori anche di un decimo) agli imprenditori che scavano il marmo sulla base di un accordo del 2009 e che la Procura di Massa ritiene in violazione della legge regionale del 1998 che prevede un contributo e un canone di concessione sulla base del valore di mercato dei beni estratti, blocchi e scaglie.
Il capo di imputazione. Ecco il nodo centrale del capo di imputazione a carico dei quindici indagati. «Con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, sottoscrivendo il 29.07.2009 accordo (il Comune di Carrara, da una parte, i rappresentanti delle categorie prima dette, dall'altra) che, confermando i precedenti accordi tra le stesse parti del 28.02.2008, 25.11.2004 e 30.12.2003, stabiliva il valore unitario medio del materiale estratto da utilizzare come base per il calcolo del contributo unificato (contributo regionale e canone di concessione) a carico dei titolari di concessione o autorizzazione per la coltivazione degli agri marmiferi in misura inferiore rispetto al prezzo medio di mercato e di vendita dei materiali, e facendo in modo che detto contributo venisse di fatto corrisposto alle singole scadenze da ciascun titolare di concessione o autorizzazione in misura inferiore al dovuto, procuravano intenzionalmente, tutti, un ingiusto vantaggio patrimoniale ai titolari delle concessioni o delle autorizzazioni aderenti alle già dette Confartigianato, Cna, Associazioni piccole e medie imprese e lega delle Cooperative di Massa Carrara e comunque a tutti i titolari di concessione e autorizzazione del Comune di Carrara e arrecavano correlativamente a quest'ultimo (Comune di Carrara) un ingiusto danno consistenti rispettivamente,l'ingiusto vantaggio per i titolari di concessione o autorizzazione e l'ingiusto danno per il Comune, nella corresponsione del contributo unificato e nell'introito di questa misura inferiore al dovuto in quanto calcolato sulla base del valore medio unitario dei prodotti concordato tra le parti, di entità inferiore al valore reale di mercato, e non sulla base di detto valore medio di mercato; stabilendo l'accordo, in particolare, il valore per le diverse tipologie di prodotto, nel periodo dal 03.08.2008 al 31.12.2015, dal minimo di € 46,00 al massimo di € 250,00 a tonn., mentre il valore di mercato degli stessi prodotti (come da importi fatturati dagli stessi imprenditori del settore del marmo del Comune di Carrara e da listino prezzi del marmo della Camera di Commercio di Verona) variava nei medesimi anni (e fino alla data del 09.04.2014) da € 350,00 circa ad oltre 3.000,00 circa».
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