Sicurezza
Carrara, tanti studenti al funerale della didattica
Contro i tagli al budget è partito dall’Accademia di belle arti il corteo con la simbolica bara: vittime istruzione e formazione
CARRARA. Corteo funebre per le strade del centro storico per dire basta ai tagli al budget dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. tagli che provengono dal governo. E così gli studenti fanno sentire la loro voce, in difesa della formazione scolastica che l’Accademia cittadina ha sempre garantito di alta qualità. Sono usciti dalle aule, dalla quotidianità delle lezioni dentro lo storico istituto, per rendere visibili alla città le loro preoccupazioni. E lo hanno fatto in modo originale, creativo si potrebbe dire. Il corteo lo hanno organizzato (ed era stato preannunciato) ieri pomeriggio, inoltre gli studenti dell’istituto in una lettera al ministero spiegano il perché della loro protesta: senza risorse abbiamo una scarsa manutenzione delle sedi, attrezzature fatiscenti e inadatte e un corso, quello di restauro, chiuso definitivamente.
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«Si prosegue con una politica improntata ai tagli di bilancio di entità tale da ridurre sensibilmente gli investimenti nella didattica e per effetto gli standard dell’offerta formativa»: sono queste le ragioni scritte nero su bianco in una lettera indirizzata al governo, che hanno spinto gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara a sfilare ieri pomeriggio (in circa duecento) per il centro città in un corteo funebre, portando a spalla la bara di “Istruzione” e “ Formazione”.
Un funerale simbolico, per piangere la scomparsa della didattica di alta qualità, uccisa dai tagli ai finanziamenti decisi dal governo centrale. Gli studenti, tutti rigorosamente vestiti in abiti neri, hanno seguito il feretro, con tanto di tamburo a scandire in modo funereo il passo del corteo. Piazza D'Armi, piazza del Duomo, piazza delle Erbe e piazza Alberica, per poi tornare davanti la sede storica dell'Accademia, Palazzo del Principe. Quando la bara è arrivata in piazza del Duomo e ha lambito l’ingresso della chiesa, beh, qualche anziano carrarese c’è cascato e credendo si trattasse di un funerale vero ha salutato il passaggio facendosi il segno della croce.
Invece, si è trattato di una messa in scena ben riuscita, per far conoscere alla città i problemi dell’Accademia di Belle Arti.
Problemi che sono nati almeno cinque anni fa con l’avvio di una progressiva riduzione dei finanziamenti del governo all'istituto - o forse sarebbe più corretto dire gli istituti, visto che i tagli riguardano praticamente tutte le accademie di belle arti pubbliche del nostro Paese - , che ha innescato una sorta di effetto a catena: «Le varie sedi sono soggette a una scarsa manutenzione – raccontano gli studenti - le attrezzature fornite risultano fatiscenti e inadatte, in particolare quelle del corso di scultura; il corso di pittura può contare solo su un numero esiguo di modelli e il corso di restauro è stato definitivamente chiuso».
E se il passato è stato amaro il futuro, scrivono gli studenti nella loro lettera al governo, non si preannuncia migliore: «Per l’anno accademico 2015/16 si prevede un taglio sulla didattica di altri 30 mila euro», con ricadute particolarmente pesanti per il corso di Nuove Tecnologie dell’Arte e «la perdita di 600 ore di lavoro altamente specializzato, prima garantito dalle assunzioni di docenti a contratto particolarmente qualificati nelle materie tecniche».
Questi i contenuti della missiva che sarà inviata di qui a breve al governo centrale, al ministero dell’Istruzione e a tutte le istituzioni competenti e che è stata letta al termine del corteo funebre per «lanciare un inequivocabile segnale d’allarme sulla competitività dell’alta formazione pubblica».
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