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Bocciata la prima parte civile, ora tocca a Legambiente

Bocciata la prima parte civile, ora tocca a Legambiente

CARRARA. Respinta la prima costituzione di parte civile, da parte dell’associazione Oro Bianco. Ma si prepara a scendere in campo, sempre sul banco delle parti civili, Legambiente che si costituirà...

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CARRARA. Respinta la prima costituzione di parte civile, da parte dell’associazione Oro Bianco. Ma si prepara a scendere in campo, sempre sul banco delle parti civili, Legambiente che si costituirà nel corso della prossima udienza. Ma anche i privati cittadini sono pronti a chiedere i danni agli amministratori per i presunti sconti sulla tassa marmi: sono previste, infatti, altre costituzioni di parte civile, che saranno rappresentare dall’avvocato Vittorio Briganti.

Bocciata la prima costituzione di parte civile: chiedeva mezzo milione di danni. L’obiettivo era già messo bene in chiaro: se si fosse arrivati a processo, e a un eventuale risarcimento, l’associazione Oro Bianco avrebbe rinunciato ai soldi, a quel mezzo milione di euro già quantificato e messo nero su bianco. O meglio, proprio quei soldi li avrebbe devoluti in blocco ai Servizi sociali del Comune di Carrara. A rappresentare, davanti al gup Antonia Aracri, l’ associazione Oro Bianco nata il 14 luglio scorso per un nuovo regolamento degli agri marmiferi era l’avvocato Vittorio Birganti. Il giudice ha respinto la costituzione, perché l’associazione richiedente si è costituita dopo la conclusione delle indagini (nel maggio scorso) relative ai presunti sconti sulla tassa marmi. Nella costituzione di parte civile si legge: «L’associazione Oro Bianco, ha i seguenti scopi associativi: “far approvare un nuovo regolamento degli agri marmiferi che garantisca una miglior redistribuzione della ricchezza generata dalle aree estrattive e/o commerciali del comprensorio Apuo – Versiliese sui territori di tutti i comuni interessati. A tal fine l’associazione, con tutte le iniziative lecite e possibili, intende verificare e/o far verificare le modalità di gestione dei bacini marmiferi dal punto di vista geologico, amministrativo ed economico, dando, se necessario, il proprio contributo anche per far accertare eventuali responsabilità, civili e/o penali, connesse allo sfruttamento delle risorse lapidee delle provincie di Massa Carrara e Lucca» .

E ancora: «I danni arrecati dai presunti sconti sulla tassa marmi si quantificano allo stato in € 500.000,00 o nella diversa, maggiore o minore, somma che risulterà provata al termine dell'espletanda istruttoria. Chiedono altresì che gli imputati siano condannati alla pena di giustizia ed alla rifusione delle spese di lite».

Scendono in campo Legambiente e i cittadini. Nella prossima udienza toccherà a Legambiente Toscana che, rappresentata dall’avvocato Enrico Fraschini, presenterà la sua costituzione di parte civile davanti al gup. E sono pronti a scendere in campo anche tanti altri cittadini. Privati cittadini pronti a costituirsi parte civile e a chieder ei dnani sulla vicenda legata ai presunti sconti sulla tassa marmi che avrebbero portato un introito minore (si è calcolato di circa 25 milioni di euro) nella casse del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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